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Elvis guadagna più da morto che da vivo In uscita il brano «Rubberneckin», potrebbe battere gli incassi record del precedente remix

Il rito è sempre il solito: file interminabili davanti ai cancelli di Graceland, la sontuosa dimora dove il cantante visse, sosta di non oltre 10 secondi davanti alla tomba, breve perlustrazione guidata al pianoterra della casa, l'unico dove i visitatori sono ammessi. Fin qui il percorso guidato, subito dopo i turisti, stimati in oltre centomila l'anno, sciameranno per le vie di Memphis, concentrandosi su Beale Street, epicentro cittadino, esuberante di ogni memorabilia riguardante il re. Tutti sanno che si tratta di volgare paccottiglia, confezionata mediocremente e senza il minimo rispetto del fiero gusto sudista che lo stesso Elvis ostentava. Eppure non si resiste: la Elvis-Week, i sette giorni dedicati all'ex camionista di Tupelo a cui nessuno vuole rinunciare, contemplano anche la visione e magari l'acquisto di rivoltanti obbrobri.
C'è poco da scherzare. Dietro a tutta questa organizzazione c'è un nome, Priscilla Presley, vedova del cantante, la quale dopo aver definitivamente rinunciato alle ambizioni cinematografiche, si è rivelata, al pari di Yoko Ono, una donna d'affari efficiente e risoluta. Alla morte del cantante, avvenuta nel 1977, le finanze di casa non è che fossero troppo floride. Le pendenze con il fisco, la munificità del cantante, soprattutto con Franz, amici e parenti, l'ingordigia del suo impresario, il colonnello Parker, e una serie di investimenti sbagliati, ne avevano fiaccato la consistenza. Fu proprio Priscilla a prendere in mano la situazione e a monetizzare tutto ciò che potesse avere a che fare con il marito. Se da molti anni Elvis Presley guida incontrastato l'imbarazzante hit-paride del caro estinto — cioè dell'artista scomparso che incassa più quattrini — il merito è proprio di Priscilla, la figlia del comandante Beaulieu, che Presley conobbe quattordicenne quando faceva il militare in Germania.
Anche l'economia di Memphis ne ha risentito positivamente e le autorità cittadine accettano di buon grado ogni novità riguardante l'Elvis-Week. Quest'anno ci saranno delle novità e molte sorprese per i fans, grazie all'interessamento della rete britannica Auctionworld, che fra il 16 e il 17 agosto batterà all'asta alcuni oggetti appartenuti al cantante, fra cui un pettine del 1947, sempre presente nel suo camerino, e il contratto d'acquisto originale di Graceland del 1957. L'asta si svolgerà via satellite e coinvolgerà i fans di tutto il mondo. Il valore complessivo degli oggetti ammonta a circa 775 mila euro. Fra gli oggetti più ambiti la catena, il medaglione e gli occhiali indossati nel 1975 con la classica scritta TCB (Taking Care Business, più o meno «tieni d'occhio i tuoi affari»).
Gli appassionati più interessati alla musica attendono con ansia la pubblicazione della raccolta discografica intitolata «2 nd to none», prevista però per il 10 ottobre. L'uscita verrà anticipata dal remix del brano «Rubberneckin» risalente al 1969, che potrebbe ripetere lo straordinario successo fatto registrare quest'anno da «A little les convertation». Stavolta l'autore del remix è Paul Oakenfold, produttore noto in tutto il mondo. Mistero fitto, invece, per gli attesissimi inediti riguardanti il «Louisiana hayride», lo show radiofonico a cui Presley partecipò varie volte fra il 1955 e il 1956. Ci sono ma ancora non escono fuori. Hanno ragione i fans: Elvis non è morto, almeno a giudicare dal volume di affari.

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