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La donna che s'innamorò del suo sequestratore

Si comincia con un giovanotto su un treno. Veste di nero, attorno i panorami sono bianchi di neve. Arriva in una cittadina e subito si dirige verso un negozio dove una parrucchiera sta tagliando i capelli a un cliente. Acquista una vecchia auto, prende in affitto una casa e, all'improvviso, attesa la parrucchiera all'uscita dal negozio, la sequestra. Perché? chiede lei impaurita. Perché tre anni prima se ne era innamorato, poi lei si era sposata con un altro, senza aver mai saputo niente, e lui, disperatamente, l'aveva cercata due anni di seguito, pensando solo a quello. La rivelazione commuove la donna che non esita ad amare adesso il suo sequestratore. Perdutamente. I due, così, fanno progetti per l'avvenire ma il giovane, prima di metterli in pratica, ha un dovere inatteso da compiere. Il marito della donna infatti è suo fratello e lui, per continuare ad amarla pienamente, va a spiegargli tutto. Ma la felicità che era già dietro l'angolo verrà funestata da un imprevisto.
Prima gli interrogativi su quel giovane, poi il disagio iniziale della donna, quindi le fiamme di un amore che il sesso, anziché banalizzare, esalta. Con quella rivelazione familiare che anticipa il dramma. Personaggi netti, situazioni dipanate con ritmi lenti ma intensissimi, immagini che quando si affidano a spazi dilatati privilegiano la pittura e che, non appena si stringono sui gesti e sulle facce, scavano negli animi, precisano, con sicura intuizione, le psicologie. Forse un piccolo film, ma svolto e risolto in modo compiuto. Senza mai increspature.
Il contrario esatto del film argentino «Los guántes magicos» (I guanti magici) di Martín Reitman, una sorta di commedia più grigia che nera costruita attorno alle vicende di tre amici affetti a Buenos Aires della fatica di vivere. Uno è un tassista al volante di un'auto mal ridotta, un altro aspira a far l'attore ma deve accontentarsi di film porno, la terza è una hostess con molti sogni di gloria ma senza mai un imbarco su un volo internazionale. Bozzetti, aneddoti, soluzioni vanamente attese. Una cifra che è quella stessa del film. Senza voli.

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