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di TIBERIA DE MATTEIS DOPO dieci anni di assenza dal palcoscenico, dove avevano raggiunto ...


Non è il desiderio di cercare un'alternativa a una televisione che sembra non saper più accogliere la comicità che parta dal cervello ad aver indotto i due interpreti a realizzare un nuovo progetto scenico, bensì il piacere di ritrovare quel contatto diretto con il pubblico che solo lo spettacolo dal vivo può garantire. La prosa non è stata solo il loro primo amore, ma una vocazione che non si può tradire a lungo. Inoltre la sicurezza di recitare un testo collaudato, con il suo perfetto meccanismo comico e le sue profonde e insospettabili malinconie, è un invito troppo allettante per essere rifiutato.
E' così che Lopez sarà il Felix reso immortale da Jack Lemmon nella famosa pellicola cinematografica e Solenghi vestirà i panni del suo amico, complice e rivale Oscar a cui si lega l'immagine offertane da Walter Matthau. La regia di Gianni Fenzi punta sull'organizzazione corale della trama rivolgendosi a un nutrito cast formato anche da Vincenzo Battista, Giuliano Chiarello, Paolo Gattini, Maura Regazzoni, Enzo Saturni e Serena Troiani che si muoverà, insieme ai due protagonisti, nella scenografia firmata da Cinzia Lo Fazio.
Due divorziati decidono di andare a vivere insieme in un appartamento situato in un grattacielo della Riverside Drive di New York, scoprendo di giorno in giorno quanto sia difficile abitare sotto lo stesso tetto accettando le manie, le ossessioni, le abitudini e i difetti reciproci. Tra gags ed equivoci, rotture e sconquassi, scherzi e tenerezze si riproducono le medesime situazioni che caratterizzano il matrimonio anche se non si può attribuire la colpa a nessuna donna.
«Per me il teatro è come una medicina - ha dichiarato Lopez - ed è positivo confrontarsi con un classico di un autore importante che riesce a mescolare gli ingredienti della comicità di situazione con l'indagine della solitudine umana». «Sento il palco come la mia prima casa - ha aggiunto Solenghi - è un piacere recuperare le antiche passioni mai sopite. Siamo attori nati in teatro e non potremo mai dimenticare la nostra formazione soprattutto in momenti come questo in cui ogni forma di cultura viene allontanata dal piccolo schermo».

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