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di ANTONELLO SARNO SARÀ perché quest'anno taglia il traguardo delle 60 edizioni, ma ...

Senza eccessive polemiche, quelle solite, sulle strutture, o magari sull'assenza di questo film o di quella star ma soprattutto senza lamentele sulla presenza del cinema italiano definito dal direttore della Mostra Moritz De Hadeln «in fase di risveglio». Prova ne sia che sono ben quindici i lungometraggi nazionali presenti nelle varie categorie: Fuori Concorso, con l'attesissimo «The dreamers» di Bernardo Bertolucci; In Concorso (cui \partecipano «Buongiorno, notte» di Marco Bellocchio, ma anche «Il miracolo» dell'anglo-pugliese Edoardo Winspeare, e «Segreti di Stato» di Paolo Benevnuti); Controcorrente con «Liberi» di Gianluca Tavarelli e «Il ritorno di Cagliostro» della coppia Ciprì-Maresco, oltre alla proiezione speciale dell'ultimo film del veterano Luciano Emmer «L'acqua... e il fuoco» (con la Ferilli) ed al restante pattuglione di film nelle altre sezioni.
Ma la Mostra si annuncia importante anche nella sezione da sempre patrimonio, per così dire, del cinema statunitense, quel Fuori Concorso che segna le proiezioni di gala con il maggior numero di star in arrivo: si comincia con Woody Allen, per la prima volta al Lido di persona, che inaugurerà la Mostra con il suo «Anything else» in prima mondiale, per proseguire con «La macchia umana», il film tratto dall'omonimo libro di Philip Roth in cui recitano insieme tre premi Oscar come Anthony Hopkins, Nicole Kidman e Ed Harris, tutti attesi in laguna con un esercito di accompagnatori. Previsti cori da stadio dei fans per la coppia George Clooney e Catherine Zeta-Jones, che arriverà per presentare la commedia matrimoniale «Intolerable cruelty» dei fratelli Coen «che hanno accettato di partecipare alla Mostra - ha specificato De Hadeln - malgrado il film sia ancora un "work in progress", cioè ancora non terminato», così come «The Matchstick man» di Ridley Scott, che manderà il protagonista Nicolas Cage a presentarlo in laguna, dove vedremo anche il nuovo lavoro di James Ivory «Le divorce» (ancora un film sul matrimonio con Glenn Close e Kate Hudson).
Ma non è finita. Già, perché al seguito dei loro film, potrebbero sbarcare al Lido sir Sean Connery (star del fantasy «The league of extraordinary gentleman»), Johnny Depp e Antonio Banderas con «C'era una volta il Messico di Robert Rodriguez», Jim Jarmush con il suo «Coffee and cigarettes» interpretato tra gli altri da Roberto Benigni (sul quale insistono già i sussurri e le grida: ci sarà? Non ci sarà? Quando arriverà?). E l'Oriente? Il fenomeno Sars ha bloccato per quasi un semestre la produzione cinematografica, che comunque partecipa al concorso con «Ru san» di Tsai Ming-Liang, oltre all'habituè Takeshi Kitano che concorre con «Zatoichi» ed a Im Sangsoo con «Baram nan-gayok», per finire con l'iraniano Payami il cui film «Silence between two toughts» è stato sequestrato dagli ayatollah.

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