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L'ANGLOMANIA in Italia, a danno dell'italiano, sta diventando un morbo più contagioso della Sars.

Oggi è la volta di un piccolo grande festival che stimo, quello per ragazzi a Giffoni Valle Piana (Salerno), diretto da una persona molto seria, Claudio Gubitosi, di cui apprezzo da anni le doti. Mi ha perciò stupito sapere che le sezioni in cui la manifestazione si divide si intitolano: «Fre to fly», «First screens», «Y Gen», «Kids», mentre gli spazi che le ospiteranno, anziché sedi, vengono definiti «locations» e una delle iniziative in programma sarà chiamata «Focus in Europe...». Tutto questo con il contributo della Regione Campania, che non è uno degli Stati americani o una Contea inglese, e con la partecipazione di un pubblico quasi esclusivamente di ragazzi, una trovata, questa, che è da sempre uno dei meriti del Festival di Giffoni. Ma probabilmente i genitori di quei ragazzi son contenti di vedervi affluire i loro figli. Così, pensano, pagando solo il prezzo di un biglietto, imparano gratis l'inglese. (G.L.R.)

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