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Non si deve crocifiggere senza prove

Rischia perfino di rimettere in discussione molte convinzioni. Il tema non è nuovo. Insinuazioni su presunte colpe togliattiane verso Gramsci cominciò ad avanzare anche Massimo Caprara nella biografia del suo idolo. Da ultimo sono state pubblicate lettere dei familiari di Gramsci con pesanti accenni a responsabilità di Togliatti. Che vi sia stato un dissenso interno sulla strategia dei comunisti in quel momento è fuori di dubbio. Ma prima di crocifiggere Togliatti forse è meglio approfondire. Il personaggio certamente era misterioso. A cominciare da quella confidenza che fece a me (dicembre 1944) circa la malafede dei dirigenti sovietici che lo mandarono per tre anni di seguito al congresso dei comunisti mongoli, latore di una lettera del fondatore di quel partito, datata da Mosca, quando questi era invece morto da tempo. Perché lo disse a me, in una occasionale circostanza? Forse voleva scrollarsi di dosso l'accusa che girava circa un suo disinteresse (o peggio) per i prigionieri di guerra italiani. Nelle recenti polemiche è stata ricordata l'iniziativa a favore di Gramsci presa dal Vaticano su sollecitazione del Nunzio in Germania Eugenio Pacelli. Al fiduciario, padre Tacchi Venturi, fu risposto che era impossibile la grazia prima di una sentenza di condanna definitiva. Gramsci morì in carcere.

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