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La pubblicità vuole invadere i tg

Accade già a Mediaset, ora tocca alla Rai. Fede e Gruber facce da spot

È infatti vero che una norma ben precisa, del 30 aprile '90, stabilisce che non si possono inserire spot nei Tg, a meno che questi non superino i trenta minuti. Ma è anche vero che, appunto i telegiornali Mediaset, hanno trovato l'escamotage di inserire la pubblicità al termine, promettendo una coda di eventuali ultime notizie, che poi non arriva. E altri tg hanno separato il comparto sportivo, facendolo appunto precedere dalla pubblicità.
Felice Lioy, direttore dell'Upa, osserva: «Sarebbe sicuramente un vantaggio inserire un break all'interno dei Tg nel momento di maggior picco dell'audience. Gli investitori pubblicitari infatti si aspettano dalla Rai, come da Mediaset, alte audience ben targhettizzate. La Rai ha problemi nell'ambito degli ascolti e dello sviluppo. Ma li sta superando con gradualità. Per questo una proposta simile non potrebbe far altro che consolidare la ripresa dell'azienda pubblica, aumentando gli investimenti in un momento difficile».
Secondo la rivista «Advertiser», nel primo semestre di quest'anno la raccolta pubblicitaria della Rai ha subito una battuta d'arresto, registrando nel primo trimestre del 2003 un -1,1% secondo il centro Zenit Media. Sulla proposta dell'Upa la stessa rivista ha interrogato cento aziende sui volti Rai e Mediaset più adatti ad ospitare spot. Al primo posto è risultato l'anchorman Emilio Fede ma anche uomo di spettacolo con il 24% delle preferenze. Seguono le inviate di guerra Lilli Gruber (19%) e Giovanna Botteri (16%). Il sorriso di Benedetta Parodi di Studio Aperto conquista il 13% degli sponsor, mentre su La7 a conquistare il favore delle aziende è Paolo Celata (9%).
Come replicano gli interessati? Per Giovanna Botteri: «Faccio difficoltà a comprendere uno stacco pubblicitario in un Tg del servizio pubblico. A mio giudizio l'informazione deve essere separata dal mercato pubblicitario». Per Mario Giordano, direttore di Studio Aperto, «la pausa pubblicitaria appropriatamente collocata, per esempio alla fine del Tg o prima degli aggiornamento dell'ultima ora, non reca nessun danno all'autorevolezza del telegiornale». Favorevole Didi Leoni del Tg5: «Sono abituata a lanciare gli spot nel mio Tg. A volte mi rendo conto che le persone attendono, alla fine dello spot, qualche notizia in più che puntualmente non arriva. Tutto sommato penso che la gente ormai si sia abituata a vedere la pubblicità nei telegiornali».

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