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«FESTE NAZIONALI»

Oggi il 2 giugno ieri l'Unità, il Piave o la marcia su Roma

Ma il 2 giugno è solo una, anche se tra le più significative, delle celebrazioni laiche del nostro Paese, la cui ricostruzione storica rappresenta un fattore significativo del sentire collettivo. E' quindi importante che la collana «L'identità italiana» abbia scelto di dedicare, con Maurizio Ridolfi, autore che più volte si è cimentato con i temi della storia politica recente, un volume alle «Feste nazionali», muovendo dalla celebrazione dello Statuto albertino fino alla riscoperta della festa della repubblica. Fare una storia delle feste nazionali significa raccordare un momento della storia delle istituzioni con un altro della storia politica e culturale. Allo stesso tempo, verificare l'alterna fortuna delle diverse feste rappresenta una strada inusuale, ma anche suggestiva, per indagare l'andamento di una religione nazionale a partire dal compimento dell'unità politica. La necessità di creare e consolidare un sentimento collettivo fu subito chiara ai protagonisti e agli eredi del Risorgimento, che se ne fecero interpreti fino dal primo grande rito nazionale della nuova Italia: i funerali di Stato del «Padre della Patria» Vittorio Emanuele II, nel gennaio 1978. Dal quel momento l'attenzione per creare un calendario di feste che coniugasse quelle dinastiche con quelle del nuovo Stato (la proclamazione dell'Unità, lo Statuto, il XX settembre a Porta Pia) fu costante. A queste prime feste si aggiunsero, quindi, la Grande Guerra, il 24 maggio (il Piave) e il 4 novembre (la Vittoria), sopravvissuta poi come festa delle Forze Armate. Con il fascismo il calendario venne ovviamente sconvolto, privilegiando le feste di partito (la Marcia su Roma in primo luogo) rispetto alle altre. A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, il nuovo calendario ruota sostanzialmente su due momenti fondamentali: il 25 aprile (la Liberazione) e il 2 giugno ( il referendum istituzionale), che rappresentano il cuore della nuova Italia repubblicana. E Tuttavia, come spiega Ridolfi, né la prima festa, pur molto sentita, è riuscita a diventare festa di tutti, né la seconda a esprimere un vero patriottismo repubblicano, che solo di recente ha dato segni di ripresa.

Maurizio Ridolfi

«Feste nazionali»

Il Mulino, 290 pagine, 14.50 euro

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