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di ALDO COSTA PER I pubblicitari e esperti di comunicazione bisognerebbe, per la prossima ...

Le trasmissioni generaliste, i programmi contenitore e i gran varietà del sabato pare abbiano fato il loro tempo. È quanto risulta da uno studio di Eta Meta Research condotto su 130 tra pubblicitari, esperti di marketing e responsabili comunicazione di grandi aziende italiane. le tipologie dei vecchi programmi citati, oltre ad essere costose, soprattutto hanno stancato il pubblico, come dimostra il calo di ascolti.
Per gli sponsor oggi bisognerebbe avere il coraggio di proporre radicali cambiamenti e, per esempio, «imparare da spot e videoclip: veloci e mirati su una fetta di pubblico ben precisa». Ogni anno il piccolo schermo perde circa un milione di spettatori, alcuni target, come i giovani e i giovanissimi sono quasi totalmente assenti (in media tra le 2 e le 3 ore), e gli unici veri utilizzatori restano gli anziani (gli over 65 passano in media tra le 4 e le 5 ore al giorno con la Tv accesa) e gli over 45 (in media tra le 5 e le 6 ore). E come se questi dati non bastassero ad evidenziare il declino del piccolo schermo, e sufficiente vedere come il varietà, che un tempo raccoglieva anche 10-12 milioni di spettatori, non riesca oggi, salvo rare eccezioni, a far registrare ascolti superiori ai 4-5.
Insomma, la tv generalista per il 59% di pubblicitari ed esperti di comunicazione ha decisamente fatto il suo tempo, anche se questo non vuol dire che bisognerebbe trasformare Rai e Mediaset in canali monotematici e iper specializzati (cosa che sostiene solo il 7%), ma che al fianco del tradizionale palinsesto vanno inseriti «spazi e programmi più mirati» (71%). Le caratteristiche che dovrebbero avere i nuovi programmi sono, in primo luogo (63%), velocità, più ritmo (54%) e adottare codici e linguaggi più attuali, in cui gli spettatori possano riconoscersi (51%).
Non di poca importanza il discorso sui volti della Tv: per il 43% è urgente un vero ricambio generazionale. «Il pubblico televisivo è sempre più evoluto - sottolinea Marco Mignani, direttore creativo di Euro RSCG MCM - e questo vale per tutte le età. Linguaggi e ritmi perfetti solo pochi anni fa, ora annoiano, spingono lo spettatore a fare altro, a non sopportare le lungaggini di certi programmi. Di questo però gli autori televisivi non sembrano essersene accorti».
Tra i programmi, secondo l'inchiesta, dovrebbero venir realizzati al primo posto sono quelli dedicati alle mamme (58%). Sono loro le vere cassiere della famiglia, e, come sottolineano i recenti dati Eurisko, sono ormai loro a scegliere anche per acquisti un tempo di pertinenza maschile, come auto e oggetti tecnologici. Non solo, rispetto alla media nazionale della popolazione italiana, trascorrono più tempo con la televisione accesa. E come conduttrici si fanno due ipotesi, la giornalista del Tg2 Maria Concetta Mattei (37%), «affascinante, elegante e sicuramente rassicurante», e Cristina Parodi (33%), «lei stessa una mamma, vissuta come modello da donne in attesa».
Da salvare c'è poi cetamente il target giovani (43%). Al fianco di telefilm, e news giovani, servono più programmi musicali e trasmissioni dedicate alle nuove tendenze, anche in prima serata e con volti nuovi come quelli Iene Luca e Paolo (51%) o Tessa Gelisio, volto nuovo di Rete 4 (43%).
Al terzo posto ci sono poi i programmi mirati per i bambini e infine, anche se gli over 65 sono i grandi consumatori di Tv, il 33% è convinto che servirebbero più programmi anche per loro.

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