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Supersenior, riscossa della terza età tra le polemiche

RAITRE

Da domenica 7 settembre alle 21 su Raitre, e con una striscia quotidiana alle 13,45, un format che ha fatto furore in Norvegia, approderà sulla nostra tv autunnale per raccontare con il linguaggio del reality show la terza età che non demorde.
Qualcosa di diverso dal Grande Fratello, anche se ugualmente saranno riuniti in una casa isolata, e dalle Velone di Antonio Ricci. Ultrasessantenni iperattivi, vecchietti che vivono la maturità come tesoro e non come tramonto della vita, sono le persone «speciali e straordinarie» che Angelo Guglielmi e gli altri autori di SuperSenior stanno cercando. Alle selezioni guidate dagli autori Guglielmi, che torna con questo programma a Raitre dopo esserene stato direttore circa dieci anni fa, Bruno Voglino, Andrea Salvadore e Giosuè Elia, si stanno presentando in tanti, afferma il produttore e importatore del format Carlo Degli Esposti.
Dodici supersenior, tra uomini e donne, si ritroveranno in una bella villa fuori Roma con la scusa televisiva di metter su uno spettacolo. Ogni tanto li andrà a trovare, magari con qualche parente o con qualche ospite illustre che loro stessi chiameranno, e con le telecamere di Raitre, Pietro Sermonti (nella foto), il giovane protagonista di «Un medico in famiglia», nell'inedito ruolo di conduttore.
Il confronto con le Velone di Ricci è inevitabile: «Non ci saranno bellissime in senso fisico, siamo fuori dal richiamo delle Velone - dice Guglielmi - I nostri vecchietti sono invitati come testimoni di un'epoca». Potrebbero così capitare nel cast eterogeneo che si sta mettendo in piedi reduci di guerra o qualcuno che fu «cattivo maestro» della contestazione. Dice il direttore di Raitre Ruffini: «Puntiamo ad un pubblico intergenerazionale e magari più allargato rispetto a quello solito di Raitre».
Ma già non mancano le critiche. Con questo programma «è difficile il rinascimento della Rai», sostiene il senatore di An e membro della commissione di Vigilanza Rai Michele Bonatesta che considera la nuova trasmissione «l'ennesimo format preconfezionato, importato dall'estero, a conferma della crisi di idee in cui versa la nostra tv». Per Bonatesta, il nuovo programma ripropone «il discorso del rinascimento della Rai che, secondo il direttore generale Flavio Cattaneo, i palinsesti della nuova stagione dovrebbero rendere possibile». Con i palinsesti presentati, però, secondo il senatore di An, «ci sembra che magari la tv pubblica (ed è tutto da dimostrare) potrà fare un pò meglio della scorsa stagione in termini di ascolti e quindi di raccolta pubblicitaria, ma ben difficilmente in termini di qualità».

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