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di CARLO ROSATI CON LA rappresentazione del «Sogno di una notte di mezz'estate», proposto ...

Il «Sogno» è una complessa commedia con storie d'amore che s'incrociano con la recita nella recita degli improvvisati artigiani di Botton. È un'opera che è stata allestita dai più grandi registi del nostro tempo, dall'ormai mitico spettacolo di Peter Brook con la Royal Shakespeare Company del '70 nella città di Shakespeare, Stratford on Avon, a quella di Savary alla Cave Boulbon di Avignone, nel '90, presentata anche al Teatro Romano, fino a quello fantasioso di Tato Russo, due anni fa. Questa volta è stato presentato dagli inglesi del Propeller, una compagnia stabile composta di soli uomini, che dal '97 propongono con le regie di Edward Hall, figlio del famoso regista Peter Hall, testi shakespeariani interpretati soltanto da uomini, anche per le parti femminili, come avveniva nel periodo elisabettiano. E sulla scena a semicerchio, delimitata da altissime sedie, arrivano in ordine sparso, con le loro tute bianche, in calzamaglia, prima che il Duca d'Atene Teseo indossi il suo tight, organizzi le sue nozze con la regina Ippolita, ordini i festeggiamenti, compresa la recita di Piramo e Tisbe affidata a dei filodrammatici; ma sarà il contrastato amore tra Oberon e Titania che porterà il Re degli Elfi ed il suo folletto Puck a far diventare «Sogno» questa notte, a far contrastare e ingelosire tutti gli innamorati che, con l'arrivo dell'alba, si concluderà felicemente. Uno spettacolo che si è svolto sotto una luna piena, da vero sogno, per un teatro presentato come gioco e divertimento dai Propeller, tutti molto bravi e lungamente applauditi, con il biondo folletto Puck che Simon Scardifield carica di magia e vitalità.

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