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di ANTONELLO SARNO PASSIONI impossibili, steccati sociali, miseria e nobiltà, oscuri segreti inconfessabili.


«Le prime tredici puntate attualmente in lavorazione - dice la Venturi - hanno come filo conduttore il grande amore "impossibile" tra la nobile Anna Obrofari (la Ricci) ed il contadino Piero Pironi (Daniele Pecci) che cercherà in America il solo riscatto possibile dalla schiavitù dei padroni. Ed anche la sua ascesa è una emblematica rappresentazione della nuova ricchezza: quella "ricchezza etica" auspicata dallo storico Mommsen: non più privilegiata, parassitaria, immobile ma conquistata con imprenditorialità, fatica e ingegno». Diretto da Giorgio Serafini e Vittorio De Sisti, «Orgoglio» è incentrato su questo tormentatissimo amore che infatti riprende quando Piero, l'ex contadino, ritorna sui luoghi da cui dovette fuggire dopo aver fatto fortuna in America. E la storia, anzi, «le storie» ricominceranno più appassionate e torbide di prima. Qualcosa nella trama può ricordare «Il Conte di Montecristo», ma siamo nell'Agro Romano e l'ambientazione è nel 1911.
Il set in questi giorni è in pieno fermento e l'emozione è quella di ritrovarsi di fronte ad una scena già vista sul grande schermo: la dimora della Marchesa Obrofari è stata infatti ricostruita nel palazzo Chigi di Ariccia, lo stesso in cui Luchino Visconti ambientò molte scene del «Gattopardo». Ma non è la sola somiglianza che questa fiction vanta con il capolavoro del 1962, dal momento che anche il produttore è lo stesso: Goffredo Lombardo con la sua Titanus, che in questo modo festeggia perciò i cento anni dalla propria nascita.
E sono proprio le cifre a ridare l'idea del kolossal viscontiano: 40 settimane di riprese che impegneranno oltre 200 attori, tra cui 30 protagonisti, 3.000 figuranti, 400 cavalli «ed una scena di caccia alla volpe - aggiunge il press-agent Enrico Lucherini, che curò il lancio anche del "Gattopardo" - che impegnerà non meno di 170 cani», mentre per le scene di guerra la produzione ha deciso di ricostruire il deserto di Libia nei dintorni di Roma, utilizzando 400 tonnellate di sabbia. Il tutto per un costo totale di 13 milioni e mezzo di euro.
Tra le curiosità, il «doppio matrimonio» della protagonista Elena Sofia Ricci, che prima di sposarsi davvero, a novembre, ad agosto girerà la scena delle nozze con il «cattivo» Franco Castellano (divertito dal suo primo, vero ruolo da «vilain»): «Sarà una prova generale» ha scherzato l'attrice, mentre come nei gloriosi anni '60 il produttore Lombardo ha messo sotto contratto per diversi anni l'esordiente Daniele Pecci, convinto di aver trovato un nuovo Raoul Bova. Aria di kolossal, profumo di share.

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