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E Mauriac esultò all'apparire della ragazzina

Come quasi sempre accade, quando l'esordio è fulminante, il seguito comincia a mostrare la corda con «Un certain sourire» del 1956, storia di una ragazza che però stavolta si innamora di un quarantenne, anche perché il passaggio dalla malinconia del primo romanzo, alla noia di questo secondo sembra ricondurre a taluni noti atteggiamenti della Parigi sartriana del primo dopoguerra. Si fa strada insomma il tema della solitudine, in «Dans un mois, dans un an» (1957) e specialmente in «Aimez-vous Brahms?» (1959): l'amore fisico senza sentimenti alimentano uno stoicismo filosofico che apparteneva a quegli anni di smarrimento che hanno preceduto il Maggio Francese, con le sue luci e le sue tante ombre. Poi, con «Les merveilleux nuages e La chamade» (1965) rientra un po' nei ranghi, né le servono alcuni successi in teatro, «Les violons parfois e Un piano dans l'herbe» (1970). Anche per questo, «La guardia del cuore» (1968) è una sorpresa.
W. M.

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