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POTRÀ sembrare strano eppure c'è stato un tempo in cui Sanremo gli scandali se li andava a cercare: il ...

Fino all'ultima edizione, con il presunto trans Cristina Bugatty fra gli opinionisti del sonnacchioso Dopofestival. Ma era pur sempre uno scandalo «artistico», magari messo in piedi da scaltri autori disposti a tutto; l'esatto contrario di quello che sta devastando in questi giorni la più importante ribalta televisiva dell'anno. Qui siamo tornati alla pastetta, la combine, la mazzetta, chissà forse spunteranno fuori anche ricatti, ritorsioni e pistole, gli stessi ingredienti che misero fuori uso il glorioso Festival di Napoli, nato nel 1952, un anno dopo Sanremo. E siamo solo alla punta dell'iceberg. Ne esce una Sanremo desolante, una Sanremo che resiste (inutilmente) popolata di figure e figuri di serie B, pronti a cavar denaro dai sogni giovanili. Consoliamoci con la più classica azione Codacons: il rimborso e i danni dei concorrenti raggirati. Certo, è un po' poco. (D. S.)

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