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PIERO Angela «pro domo sua».

Elementare, Watson, direbbe Sherlock Holmes. Ovvio che Angela difenda la sua «factory» - che produce tra l'altro Superquark, Ulisse, Passaggio a Nord Ovest - chiedendo al direttore generale di viale Mazzini, Cattano, di non tagliargli il budget, come invece avverrà, e già è avvenuto, per tanti passatempi catodici targati tv di Stato. Stucchevole? Fuori luogo? Vabbè, ma a Piero Angela si può concedere di «farsi i fatti propri». Perché è un campione di quella «tv intelligente» invocata in principio da donna Franca Ciampi e, via via discendendo, da presidenti Rai e da direttori di Rete. Buon ultimo, l'altro giorno, Fabrizio Del Noce. Del resto Angela ha dalla sua un argomento di ferro: «Costiamo - dice - un terzo rispetto agli standard di prima serata del varietà». E gli ascolti sono spesso da record. Da oggi ricomincia «Superquark». E va in prima serata. Nella tiepida melassa estiva di repliche è come un corroborante caffè shekerato. Rinfresca la mente, dà la carica alla curiosità. (L. L.)

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