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«PATRIE IMPURE»

Racconti di vari autori su temi scottanti. Dall'inquinamento alla comunicazione


Scritti da quarantadue autori di «differenti generazioni con un'età prevalente compresa tra i trenta e i cinquant'anni, in cammino e nel pieno della maturità», come precisa Benedetta Centovalli, che ha curato il volume, sfogliano una vasta biblioteca di temi, nuclei, simboli. Si spazia dalla speculazione edilizia all'inquinamento ambientale; da problematiche d'arte e di costume al rapporto del presente con il passato; dalla polemica sulla guerra alle manifestazioni di piazza; dal volontariato al surplus di comunicazione. E altro ancora di scottante e irrisolto è disseminato per provocare o, semplicemente, snidare le ombre.
E le «maschere di gomma che ci governano» e i «virus del potere» si alternano con i ricordi personali, venati di nostalgia.
Un atlante di visi e luoghi concreti si riversa spesso nall'osservazione interiore, in uno specchio segreto dove assume una forma indelebile, impermeabile al transito del tempo. E, insieme, il fugace vuole un respiro più largo nei tasselli di un ritratto d'Italia. Frantumi di vicende si cercano dalle loro distanze e percorrono la via della letteratura impastata di verità. Si fanno avanti l'impegno civile, la denuncia morale, la volontà di dare un sicuro sblocco immediato (e qua e là turbinoso) a tutto quel parlare che sembra non trovare una via d'uscita.
Si susseguono vittime predestinate e insospettabili colpevoli; figure di carne e sangue e sagome azionate da pressioni ideologiche. Accanto a truffatori compaiono due che ricordano Don Chisciotte e Sancho Panza, una pittrice intenta a dipingere soltanto quadri blu.
A questa molteplicità di sorti rispondono folate di sfondi: una pianura rocciosa, crivellata da una «vibrazione fossile»; il mare «acquattato lì sotto, lungo le pieghe segrete del Tevere»; le strade di Bari pavimentate da una «sottile crosta di benessere»; il palazzo milanese della Rai paragonato alla «fronte di un ciclope sepolto»; un parcheggio come una «baia infestata di squali bianchi». Affiorano punte di accesa creatività linguistica, altre adottano il meticoloso resoconto, mentre soluzioni raffinate cancellano il sottile confine tra il raccontare e l'interpretare. La scelta di diversi generi (il fumetto, l'egloga, il teatro, il racconto di citazioni, il saggio) fornisce la testimonianza di un fervido laboratorio.

Autori vari

«Patrie impure», a cura

di Benedetta Centovalli
Rizzoli

497 pagine, 15 euro

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