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«Soldati di pace», arriva la fiction-verità Rai

La recente pagina di storia su informazioni dello Stato Maggiore. Tra i protagonisti Michel Reale


Per la prima volta lo Stato Maggiore della Difesa ha accettato di fa conoscere al vasto pubblico televisivo, le operazioni in cui sono impegnati i militari italiani in Kosovo nel contesto di un racconto collettivo e personale molto più significativo dei vari collegamenti dalle basi militari, realizzati, in passato, da trasmissioni di intrattenimento. L'appuntamento è per domenica 8 e lunedì 9 giugno, in prima serata su Raiuno.
La prima puntata si apre con l'arrivo del contingente italiano, il 14 giugno del 1999, nei Balcani e con l'inizio delle operazioni di recupero delle armi nella più vasta finalità di garantire il disarmo e la pace in una terra nella quale le popolazioni di etnia differente non riescono a convivere pacificamente. Tra gli attori della fiction, il protagonista è Michel Reale, che impersona il tenente colonnello Valerio Corrado, comandante capo della caserma di Pec. Si tratta di un personaggio vero, al quale per ovvi motivi di privacy, è stato mutato il nome. Corrado è un veterano delle missioni di pace e rappresenta un punto di riferimento per i suoi commilitoni. Tra gli altri attori anche Stefano Calvagna nel ruolo di un alto militare con funzioni di responsabilità.
Tutta la vicenda raccontata nelle due puntate è rigorosamente reale, con alcune concessioni alla sceneggiatura che interesano soprattutto la vita privata dei vari soldati del contingente sulla quale la fiction punta in particolare l'attenzione.
«Una eccezione nel racconto è rappresentata dallo scambio di rapporti tra i soldati ed i civili che invece nella vera quotidianità non è ammesso», afferma Michel Reale. I soldati, avendo un compito di polizia, assieme ai colleghi francesi ed americani, sono sottoposti ad una disciplina ferrea, a regole ben precise osservate con grande spirito di responsabilità e senso del dovere. «E, soprattutto, sono molto ben addestrati», sottolinea Reale che ha vissuto fianco a fianco dei militari per tutto il tempo delle riprese in Kosovo, circa due mesi e mezzo. «È stata un'esperienza personale molto significativa, ho avuto modo di apprezzare la serenità, lo spirito di gruppo, soprattutto la consapevolezza del ruolo svolto, da parte dei soldati».
«Abbiamo iniziato a girare nell'estate del 2001. Quando è accaduta la tragedia del'11 settembre tutta la troupe era a Serajevo, impegnata negli esterni, sia quali è basata la fiction. Per motivi di sicurezza siamo stati rimpatriati subito in Italia. E dopo circa trenta giorni di pausa, necessari alla produzione per trovare una nuova location militare, ci siamo trasferiti nella caserma di Persano, a trenta chilometri da Salerno, dove abbiamo concluso la parte finale di "Soldati di pace", protrattasi fino agli inizi di febbraio del 2002». Pochissime le donne presenti nella fiction.
L'unico ruolo femminile di spessore è rappresentato dall'attrice Nadia Kazan che impersona una giovane donna albanese di cui si innamora un militare del contingente nostrano. Una storia d'amore drammatica e sofferta, vissuta tra una serie di insidie e di pericoli che alla fine sarà però coronata da un happy end finale.

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