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L'affermazione e la diffusione del mouse, promossa dalla Apple, non fu immediata, e fin dall'inizio le ...

La ricerca del modo più efficace per selezionare e interagire con oggetti posti sullo schermo di un computer - quelli che oggi chiamiamo "icone" (termine coniato dal giovane David Canfield Smith nella sua tesi di dottorato a Stanford nel 1975) - cominciò fin dal 1963, con l'ideazione di una serie di dispositivi che hanno poi trovato vasta applicazione. Lo stesso Douglas Engelbart, papà del topolino informatico, avviò alcuni esperimenti diretti da Bill English, nei quali furono messi a confronto il mouse, la penna luminosa, il track ball, il joystick e il cosiddetto "graficon", un dispositivo di puntamento dotato di una piccola leva guidabile con una mano.
Tecnici e designers non rinunciarono al tentativo di trovare soluzioni alternative, alcune delle quali possono apparire a dir poco bizzarre: controlli a pedale, controlli a ginocchio, o addirittura sistemi di puntamento che sfruttano i movimenti della testa (il cosiddetto nose pointing). In teoria questi sistemi presentavano un'interessante novità rispetto a quelli inizialmente testati da Engelbart: permettevano di avere le mani libere per la tastiera, un aspetto che oggi non viene sottovalutato nella progettazione di nuovi, "futuribili" sistemi di interazione con il computer. In pratica, però, essi ponevano nuovi problemi : un inconveniente del knee control (controllo a ginocchio), ad esempio, era - si legge nel resoconto di Engelbart - il fatto che "il meccanismo era difficile da adattare a differenti utenti e a differenti posizioni di lavoro di un dato utente" ; mentre il nose pointing, una sorta di cappello con puntatore, dava luogo "dopo pochi minuti a movimenti convulsi, specialmente per i piccoli moti orizzontali, e diventava difficile fare selezioni accurate anche a causa dell'ostacolo derivante dalla scarsa familiarità con tali movimenti". Il lato interessante di simili congegni alternativi al mouse, tuttavia, era il loro possibile uso per i portatori di handicap.
Oggi la concorrenza al "topolino" è sempre più spietata, soprattutto nel settore dei PC portatili: avveniristici touchpads, intellimouse e trackballs offrono sempre più perfezionate soluzioni, dagli innovatori contenuti ergonomici e tecnici, mentre il mouse a infrarossi ha addirittura fatto perdere al topo la sua proverbiale coda. Ma lo spirito dell'invenzione di Engelbart sembra destinato a durare ancora.
Emi. Ipp.

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