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«IL PAPA CHE BRUCIÒ GIORDANO BRUNO»

La storia di Clemente VIII riformatore senza successo

La processione si dirigeva verso la piazza di Campo de' Fiori dove era stata allestita la pira. L'uomo in catene era Giordano Bruno, l'ex frate francescano arrestato nel lontano maggio del 1592 e alla fine condannato al rogo per eresia. Come aveva detto l'imputato al chiudersi del processo: «Voi pronunciate la sentenza con maggiore paura di quella con la quale io l'ascolto». Era un Anno Santo questo 1600, e al pontefice, Clemente VIII, nato Ippolito Aldobrandini restavano ancora cinque anni di vita e di regno. Un regno durato tredici anni, durante il quale i condannati al rogo per eresia furono diciotto. Che Papa era dunque questo Clemente VIII? Un regno, il suo, fatto soltanto di difetti e colpe? Affatto, e Rita Pomponio, in un saggio che ripercorre un'epoca e la vita di un vicario di Cristo in terra, «Il Papa che bruciò Giordano Bruno», ne mette in luce anche le qualità, che furono molte e non di poco conto. Protagonista di un'epoca fra le più turbolente, insanguinata da lotte fratricide e di potere, con la pressione dei turchi sulle rive del Mediterraneo, Clemente VIII potè annoverare al suo attivo non pochi successi politici e religiosi, dalla conquista del ducato di Ferrara alla conversione del re di Francia, Enrico IV, alle riforme attuate sulla base del Concilio di Trento. Istituì la prima scuola pubblica per i figli del popolo, vietò ai magistrati e carcerieri di accettare regalie dai detenuti, emanò leggi per arginare la «criminale abitudine» che si stava diffondendo tra i rampolli della nobiltà, di uccidere i genitori per ereditarne il patrimonio, istituì pene severe nei confronti di coloro che si dilettavano a lanciar pietre contro le carrozze di passaggio, spesso ammazzando i passeggeri. Insomma, un pontefice riformatore, e nel suo genere moderno. Resta addosso a Clemente VIII la macchia di Giordano Bruno spedito al rogo perché difendeva il libero pensiero. Ma c'è una domanda da porsi: poteva comportarsi diversamente un Papa del XVII secolo?
Rita Pomponio

«Il Papa che bruciò Giordano Bruno»Piemme, 300 pagine, 16.90 euro

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