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I cattivi esempi offendono gli spettatori

La sfida tra le due squadre dello scorso venerdì, «diavoli ed acqua santa», assieme a quella di sette giorni prima, in cui improbabili alieni si scontravano con altrettanti improbabili terrestri, ha rappresentato il trionfo dell'avanspettacolo in un'atmosfera confusionaria e gridata da luna park delle meraviglie. Ma il programma di Canale 5 si è spinto oltre, proponendo, due settimane fa, una gara, tra studenti e professori, che consisteva nello scavalcare il cornicione di un palazzo, passare da una finestra all'altra e lanciarsi nel vuoto per afferrare un trapezio. Ci hanno provato una studentessa ed un professore con esiti positivi ma saldamente agganciati a delle funi per motivi di sicurezza. Questo, però, è un dettaglio di poca importanza, rispetto al cattivo esempio proposto. Le cronache infatti, recentemente, hanno segnalato la caduta da un cornicione di un ragazzo che, durante gita scolastica, aveva tentato di raggiungere la stanza di un compagno. Casi del genere non rari, sono dettati da un falso spirito di spericolata goliardia che aleggia anche nel programma condotto da Bonolis e Laurenti. Poiché la Tv è un mezzo che incita all'emulazione, una simile competizione poteva essere evitata. L'affermazione «l'ho visto fare in televisione», è divenuta un implicito lasciapassare per gesti, linguaggi e comportamenti. Certo, la Tv, soprattutto quella commerciale, insegue la spettacolarità. A patto, però, che non fornisca cattivi esempi per la vasta platea di telespettatori ai quali si rivolge.
Mar. Cat.

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