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DUE dizionari per l'orgoglio omosessuale, a trent'anni dal primo gay pride.

E che appunto firma uno dei due volumi. Il primo libro raccoglie le pietre miliari della cultura gay, in 550 pagine e con il contributo di cento ricercatori coordinati dal filofoso Didier Eribon. L'altro elenca parole, fatti e misfatti dell'omofobia. E anche qui la schiera di quanti hanno contribuito alla documentazione è consistente. Probabilmente le pubblicazioni godranno di successo di vendite, accenderanno dibattiti, insomma avranno addosso i riflettori. Ed è quanto i gay si attendono. E però, perché ancora una volta chi si sente discriminato vuol far parlare narcisisticamente di sé? Sono tanti e tanti gli eterosessuali che si beano leggendo le liriche di Saffo, che danno un posto d'onore nella propria cineteca ai film di Visconti, che leggono e rileggono con entusiasmo Oscar Wilde. Col piacere di accostarsi a capolavori e senza fare altro tipo di valutazioni. Perché a distinguerci è l'intelligenza, non le inclinazioni sessuali. (L. L.)

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