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di GIAN LUIGI RONDI MATRIX RELOADED, dei fratelli Wachowski, con Keanu Reeves, Laurence ...




IL titolo, che è un termine da computer, traduciamolo «matrice ricaricata» e se vogliamo capirci qualcosa, ma sarà difficile, ricordiamo che nel primo film, «Matrix», per matrice si intendeva una gigantesca macchina misteriosa che, programmando personaggi virtuali cattivissimi, mirava ad assoggettare gli umani.
Oggi il pericolo si avvicina all'idea di una distruzione totale, così gli umani, che si sono asserragliati in una città sotterranea di nome Zion, si preparano in forze all'attacco definitivo. Per farlo, essendo presenti fra loro quasi tutti i personaggi dell'altro film, guidati dal nero Morpheus (sempre Laurence Fishburne) si affidano a chi, secondo un oracolo, potrà portarli alla vittoria, e cioè a Neo (pronuncia Nio) cui dà volto di nuovo a Keanu Reeves, pronto a svolazzare, anzi a volare, in abito talare quando non amoreggia con la sua solita ragazza Trinity (la bruttina Carrie-Anne Moss). Perché questa vittoria arrivi (oggi però, non la vediamo, una didascalia finale ce la promette solo per un terzo film, «Matrix Revolution»), Il bravo Neo, proclamato l'Eletto, dovrà muoversi, a parte i molti orrori attorno, un po' come Alice nel Paese delle Meraviglie, consultando oracoli, andando a cercare un fabbricante di chiavi prigioniero di un dandy francese, tale Merovingio, cui dà volto Lambert Wilson (che però, essendo doppiato, quando si abbandona al turpiloquio nella propria lingua, la pronuncia in modo pessimo). Finirebbe male se non venisse in suo aiuto, in cambio di un bacio appassionato, proprio la moglie del dandy, che è la nostra smagliante Monica Bellucci, per nulla intimidita all'idea di chiamarsi... Persefone.
A parte la conclusione che manca (ma sapremo aspettare...) in mezzo c'è tutto quanto serve per far spettacolo, come nell'altro film, sia pure con meno logica e un maggior numero di dissertazioni pseudo filosofiche. Si combatte sempre, con tutti i mezzi cui dei personaggi virtuali possono ricordare, contrastati però da degli umani come Neo che, oltre a volare come Superman, si rivelano campioni di kung fu, quasi escano da un film di Hong Kong, sparano a ripetizione come nei western e quando si tratta di inseguimenti in automobile si impegnano a battere, con diavolerie d'ogni tipo, tutti i primati di questi stereotipi tanto visitati da Hollywood. Si aggiungano scenografie fantasmagoriche e musiche rimbombanti. Così chi se ne diletta vada ed applauda.

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