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«Marinavo la scuola per il cinema»

Fa scandalo il film di Gallo con cinque minuti di sesso estremo


Comincia stupendo tutti per l'impeccabile francese con cui risponde alle domande e racconta un'infanzia in cui parlava più la lingua di Napoleone che quella di Shakespeare. «Amavo così tanto il cinema che, complice la mia mamma, finivo a saltare le lezioni a scuola per rinchiudermi in una sala buia con lei. Più tardi, tornato in America, come tutti sanno ho fatto mille mestieri cercando una indipendenza economica e psicologica dal mio ambiente d' origine. Per pagarmi gli studi alla New York University ho fatto anche il tassista e non vi dico la vergogna quando sulla mia macchina, un bel giorno, è salito Martin Scorsese che, a scuola, era il mio professore. Forse con un pò di narcisismo ho sempre pensato che un pò di me c' era nel "Taxi Driver" del mio maestro».
Il regista tutto muscoli e passioni di «Platoon» al quale l'esperienza autobiografica di volontario in Vietnam ha inciso nel Dna la fascinazione e l'orrore per la violenza contemporanea, rivela così un lato segreto da borghese agiato di buone letture e ancor migliori frequentazioni cinematografiche. Ma è anche l'uomo franco e diretto che ancora adesso parlando della guerra in Iraq dice: «Nel '68 avevo un compagno di classe di nome George W. Bush. Quando ho visto il presidente mostrare i muscoli e portare l'America a una nuova guerra non ho però riconosciuto il giovane di una volta ma il capo di una nazione che ogni volta entra in guerra per pure ragioni economiche». Del suo passato Stone non rinnega nulla e confessa che l' orrore della guerra vissuta sulla propria pelle gli rimarrà dentro per sempre. «Ma è anche per questo - aggiunge - che sempre di più sono attirato dai libri, da forme diverse di raccontarsi, da una dimensione sommessa della vita che è parte di me ed ha le sue radici proprio in quell' infanzia che oggi riscopro pian piano».
Ma ieri a Cannes è stato anche il giorno dello scandalo. Gran finale con fellatio in primo piano (cinque minuti di durata) e con tanto di attributi extra large per il film di Vincent Gallo «Brown Bunny» presentato in concorso. Oggetto dell'atto sessuale è lo stesso Gallo. In un'imbarazzata conferenza stampa Gallo ha poi spiegato che non intendeva scandalizzare, ma a lui proprio non riesce di dividere «la passione dalla sessualità».

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