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di ANTONIO SPINOSA EDDA Mussolini e Claretta Petacci tornano alla ribalta sospinte da un ...

15,50 euro). Leggetelo e vi scoprirete perfino cose di prima mano in una vicenda in cui le persone già avanti negli anni pensano di sapere tutto, anzi troppo, su queste due dame che hanno fortemente pesato sulla vita del dittatore, in quanto padre per l'una e amante per l'altra.
Si comincia con le nozze fra Edda e Galeazzo, ed ecco subito un'annotazione che già di per se stessa dà il clima in cui si viveva durante il fascismo. Gli sponsali sono solenni, con una coda nei giardini di Villa Torlonia, sebbene come scrivono i giornali il «ricevimento è intimo». Sì, tanto intimo che ai 512 invitati corrispondono ben 1.200 poliziotti. Viene da aggiungere: accidenti! più agenti che alberi in quel parco, in un giorno così festoso.
La data di tutto ciò: 23 aprile 1930. Appena due anni dopo (1932) e sempre nel mese di aprile, ma il giorno è il 24, avviene che sulla via del Mare, verso Ostia, c'è l'incontro, non ancora fatale, fra il duce, in Alfa Romeo scoperta, e Claretta che ha accanto sulla Lancia Imperia il fidanzato, il tenente Riccardo Federici, presto suo sposo.
Che belle storie d'amore! È, questa, l'esclamazione che sorge spontanea, ma poi via via la situazione si fa drammatica. Si fa drammatica per il fascismo, per queste due coppie e per gli italiani. È difficile dire chi abbia sofferto di più fra i protagonisti della vicenda narrata da Innocenti. In quanto a drammaticità sale dolorosamente più in alto Edda nel sopravvivere al padre fucilato dai partigiani, mentre Claretta cade con l'amante. Ma non so quanto valga questa distinzione di fronte alla storia.
Edda aveva perso l'amore per il padre, con Galeazzo imprigionato e con Hitler che lo vuole morto per il «tradimento» del 25 luglio. Mussolini non era più il quisling del Führer. E lei gli urlava fra imprecazioni e bestemmie da carrettiere: «Ti odio. Ti disprezzo. Non sei più mio padre per me! La guerra è perduta, e in queste condizioni tu lasci uccidere Galeazzo». Al fratello Vittorio parlava di quello scontro: «Gli ho gettato in faccia tutto quello che pensavo di lui, del suo atteggiamento, dei suoi alleati tedeschi, che considero traditori e nemici, dopo essere stata la loro alleata più fedele. Mio padre? Gli ho espresso tutto il mio disprezzo e il mio disgusto».
Edda parlava così? Edda pensava questo? Eppure non aveva amato poi tanto suo marito. E del resto entrambi si consideravano una «coppia aperta», padroni entrambi dei loro episodi sentimentali, delle loro amicizie, dei loro interessi ognora divergenti. Ma al cospetto della condanna alla fucilazione di Galeazzo, in lei tutto mutò profondamente: in extremis scopriva a se stessa di amarlo, di averlo amato. Magari a suo modo.
Benito e Claretta trascorsero insieme le ultime ore, e per la prima volta nella loro storia amorosa dormirono insieme nello stesso letto: in una casa di campagna, dopo la fuga da Milano. Un intreccio che nel libro si dipana agilmente fra amori e crudeltà come sulle scene di un teatro in cui trionfano le forze del male.

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