cerca

L'ASCOLTATORE medio non è un maratoneta e certi programmi televisivi appaiono decisamente troppo lunghi.

A nessuno è venuto in mente che qualcosa che inizia alle 20,30 o giù di lì, per le 23 deve essere finito, concluso, archiviato. I produttori della grande Hollywood del Dopoguerra avevano una legge: qualunque spettacolo, anche il più bello, arrivato alle due ore rompe. E così obbligavano tutti (compreso quel regista abbastanza bravino, John Ford) a fare film sotto le due ore. «Sentieri selvaggi», del 1956, dura un'ora e 59 minuti. Nemmeno il Ford più osannato, ormai al termine della sua carriera, riuscì a ottenere di più. Notte dei Telegatti la scorsa settimana: inizio ore 21. Verso le 23,30, tra una battuta e l'altra c'era ancora un plotone di persone da premiare. A mezzanotte per molti telespettatori è scattato un grande strumento di democrazia televisiva: il sonno. (A. A.)

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Fra cascate e rocce lo spettacolo mai visto dei tuffi no-limits

Il tavolo per rilanciare Roma inizia tra le proteste
La straordinaria danza dei delfini al largo di Capri
Incendi, morte e paura: la California devastata dai roghi

Opinioni