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Tutti i libri, come nella biblioteca di Borges

È la vetrina italiana che espone gli introvabili: volumi di piccoli editori, esauriti o mal distribuiti

In mezzo a questo mare magnum di carta e inchiostro deve poi immaginarsi torme di curiosi di ogni sorta: a Torino effettivamente si aggirano tra gli stands appassionati bibliofili, rumorose e svogliate scolaresche in gita «d'istruzione», editori, librai, giornalisti, autori e soprattutto lettori di tutte le età.
Potrebbe sembrare assurdo che una manifestazione del genere abbia luogo proprio in Italia, il paese famoso nel mondo per la sua storia, i suoi monumenti, le sue bellezze e soprattutto la sua cronica mancanza di lettori: eppure è paradossalmente così. La Fiera del Libro riesce a convogliare nei padiglioni del Lingotto Fiere, nel giro dei canonici cinque giorni di apertura (quest'anno da domani a lunedì), circa duecentomila persone, da tutta Italia e dall'estero.
Se si vuole individuare una ragione del successo della manifestazione, occorre escludere l'idea che questo sia dovuto agli innumerevoli «eventi collaterali» (conferenze, tavole rotonde, dibattiti, presentazioni di novità editoriali) che lo costellano: questi infatti ben di rado riescono ad attirare un pubblico particolarmente numeroso. E poi, chi paga il biglietto di ingresso (l'intero costa 7 ? al giorno) per visitare la grande fiera libraria normalmente preferisce farsi in tutta calma il giro completo degli espositori (e un'intera giornata è necessaria allo scopo) piuttosto che ascoltare Gerardo d'Ambrosio e Michele Santoro parlare di "informazione e democrazia", o Vittorio Agnoletto che espone le sue "ragioni contro la globalizzazione".
In realtà la ragione autentica del successo di pubblico sta nel fatto che la Fiera offre la rara opportunità di vedere e consultare con mano libri assai difficilmente reperibili altrimenti: vuoi perché stampati da piccole case editrici, vuoi perché quasi esauriti o distribuiti poco e male. Nel giro di una giornata si possono così vedere migliaia di titoli su tutti i più disparati argomenti, capaci di appagare gusti assai diversi. Chi pensasse che ci si potrebbe altrettanto bene informare sulle novità del mercato librario «sommerso» consultando accuratamente internet e cataloghi probabilmente non è un vero amante del libro, poiché chi ha familiarità con la carta stampata sa bene come ogni singolo volume sia un oggetto irripetibile col quale è indispensabile il contatto fisico.
Ma quest'anno saranno presenti anche nomi di personaggî che sino a qualche anno fa monopolizzavano le prime pagine dei quotidiani (Gorbaciov, Clinton) dato che all'ex premier russo è balenata l'idea di costituire, e presentare alla Fiera del Libro, nientemeno che un «World political forum». Ma si potranno anche ascoltare le conferenze «Gli argomenti umani in forma di parola», organizzato dalle Edizioni dell'Orso (venerdì alle 14, Spazio Autori B) e «La storia tra ricerca e fantasia», in cui parleranno tra gli altri i medievisti Gabriella Airaldi e Franco Cardini (domenica alle 20, Spazio Autori A); quest'ultimo presenterà inoltre Il libro delle feste (a cura di Philobiblon, sempre domenica alle ore 16 in «Piazza Italia»). Per quanto riguarda gli «Incontri con gli autori», di assoluto rilievo è quello con l'orientalista Wendy Doniger O' Flaherty, eminente studiosa e autrice di diversi validi saggi pubblicati in italiano da Adelphi (venerdì alle 17): parleranno anche il poeta Giuseppe Conte (sul tema «Il colore verde: l'orto e la foresta», domenica alle 10) e lo scrittore Mario Rigoni Stern («I colori del bosco», lunedì alle 11).
I titoli di queste ultime due conferenze rivelano quale sia il tema conduttore della fiera di quest'anno: il colore, appunto. Inoltre, anche quest'edizione vedrà un paese straniero ospi

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