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Bartali, ciclista di razza che salvò gli ebrei

L'atleta avrà il volto di Pierfrancesco Favino, Vittoria Belvedere interpreterà la moglie Adriana


Una fiction che metterà in rilievo aspetti ancora inediti del grande ciclista, scomparso il 5 maggio di tre anni fa. Nel ruolo dell'indimenticabile campione ci sarà l'attore Pierfrancesco Favino, già nel film di Muccino «L'ultimo bacio», apparso anche nel miniserial «Ferrari». Mentre a dare il volto ad Adriana, l'amatissima moglie del protagonista, sarà Vittoria Belvedere. Il resto del cast è ancora da definire. In particolare, in questi giorni, si sta decidendo l'interprete a cui affidare il ruolo, fondamentale, di Fausto Coppi, entrato, assieme a Bartoli, nella leggenda del ciclismo e legato da un rapporto di amicizia e di stima con il suo rivale professionale.
Le riprese della fiction, destinata a Raiuno, inizieranno alla fine del prossimo giugno e si protrarranno per dieci settimane. Avranno come palcoscenico la Toscana, terra di Bartali e della consorte che, attualmente, vive ancora a Firenze. Per le gare agonistiche, invece, le telecamere si sposteranno in Val D'Aosta ed in Trentino Alto Adige. Le due puntate abbracceranno il periodo dell'esistenza di Bartali che va dalla sua fanciullezza fino al ritiro dall'attività agonistica avvenuto negli anni Cinquanta. Insomma nella fiction Bartali non invecchierà. La sceneggiatura di Giancarlo e Massimiliano Governi si avvale anche della collaborazione di Andrea Porporati e punterà l'attenzione su due aspetti principali della lunga esistenza di Bartali: l'incontro con la futura moglie Adriana, il grande amore della sua vita, ed il suo interessamento, nel 1945, per la salvezza di centinaia di ebrei e di cittadini inglesi. Una frase che ricorre frequentemente nella sceneggiatura e che caratterizza la vera personalità di Bartali, ancora sconosciuta al grande pubblico è la seguente: «Certe cose si fanno ma non si dicono». «Rappresenta il pudore con il quale il grande ciclista, abituato a gigioneggiare nella professione, tutelava, invece, la sua vita privata», commentano a Raifiction.
Bartali, infatti, durante la sua lunga esistenza, non ha mai voluto dare in pasto ai mass media la sua fattiva collaborazione nel 1945, con l'allora cardinale di Firenze Dalla Costa e con una confraternita religiosa operante sul territorio italiano, per la salvezza di perseguitati ebrei che riuscirono, grazie a lui, ad avere salva la vita. Per questo il ciclista rischiò la propria esistenza, fu imprigionato e persino torturato.
Per lui che, come Perlasca, non aveva mai voluto raccontare una tale umanitaria operazione, parlerà invece, la fiction alla quale ancora non è stato dato un titolo definitivo. L'altro importante versante su cui le due puntate saranno incentrate è quello sentimentale: l'affascinante love story con Adriana sarà in primo piano per evidenti motivi di impatto sul pubblico, ma l'amore sarà trattato dalla sceneggiatura in maniera rigorosamente veritiera.La prima parte, soprattutto, racconterà l'incontro di Gino con la giovane Adriana (la Belvedere), tutta la fase della seduzione e dell'innamoramento fino all'esplosione del grande amore, vero leit motiv, assieme all'attività agonistica, dell'esistenza del protagonista.
Le immagini con cui il miniserial si aprirà racconteranno la giovinezza di Bartali, le prime gare insieme al fratello Giulio che scomparirà prematuramente, proprio durante una corsa. Un evento che segnerà la vita del giovane Gino. L'arco di tempo, maggiormente interessato alla vicenda televisiva, va dal 1936, anno di partecipazione al primo Giro d'Italia, al 1948, quando Bartali corse al Tour de France.

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