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«PROIBITISSIMO!»

Fino ad oggi non era ancora stata raccolta l'intera vicenda, qualche volta assai becera, della censura radiotelevisiva. Ora la lacuna è stata colmata dall'esauriente «Proibitissimo!» di Menico Caroli, un libro che ripropone l'azione dei censori e censurati della radio e della TV. La vicenda parte dagli anni Venti, ovvero dalla nascita della radio e del fascismo, un binomio per anni molto stretto, fautore di assurde (ma per fortuna anche comiche) pretese di censura. Jazz, "canzoni della fronda", grottesco e doppio senso i generi particolarmente colpiti, all'interno di un ambiente in realtà assai portato allo sberleffo. Natalino Otto, Mario Panzeri e Vittorio Mascheroni fra i grandi talenti più ostacolati fino agli anni Quaranta. La vicenda prosegue nel dopoguerra, fino all'avvento della Tv (1954), dove almeno all'inizio, la situazione non migliora affatto. Nell'introduzione di Aldo Grasso si accenna anche a quella sottile tessitura politica che ha caratterizzato il "colore" della censura, anche se l'interesse di Caroli sembra concentrarsi, e bene, maggiormente nell'ambito sociale, nell'intrattenimento, dove la mannaia ha colpito pesante per anni. Una censura strisciante che per tanto tempo non ha guardato in faccia nessuno: letteratura, commedie musicali, film, pubblicità, satira, varietà, musica leggera e altro, con una reticenza tale da sfiorare il ridicolo. Ma anche la censura si evolve e a partire dagli anni Ottanta cura più il sospetto, l'intrigo, il retrogusto e il retropensiero e del resto i casi bollenti non mancano. Senza contare che spesso il censurato fa presto a diventare classico, è la forza stessa della Tv: da Abbe Lane alle gemelle Kessler, da Dario Fo a Roberto Benigni. L'autore descrive tutto ciò con puntualità e passione. L'analisi ha il passo della detective-story, dell'inchiesta di approfondimento e smantella anche qualche tesi logora (per esempio tutto ciò che riguarda il tema sesso) rivolgendosi a quella Tv "leggera" che per anni ha condizionato il tempo libero degli italiani. La medesima incisività non viene adoperata per tutto il vasto universo dell'informazione, forse la vera pedana di scontro per la formazione e la trasformazione dell'Italia della Tv. Per tutto questo valgono ancora i libri di Sergio Saviane degli anni Settanta o addirittura quel piccolo classico misconosciuto che rimane «Tv nuda» di Luciano Cirri, purtroppo non citato nemmeno nella bibliografia.
Menico Caroli «Proibitissimo! Censori e censurati della radiotelevisione italiana»

Garzanti, 300 pagine, 14.50 euro

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