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Fabio Volo: «Fate come me per essere felici»

«Bisogna superare la paura e fare il primo passo, la vita risponde alle persone affascinanti»

..Volo. E ci è riuscito. All'età di 24 anni ha iniziato a lavorare su Radio Capital, poi su Match Music e Radio Rai, per infine approdare a Mediaset nel 1998 e condurre «Le Iene» con Andrea Pellizzari e Simona Ventura. Si è fatto conoscere per le sue battute graffianti, le interviste scomode e la sua simpatia.
Ha raggiunto la notorietà, ma non si è fermato. Con il film di Alessandro D'Alatri, «Casomai» ha rischiato di vincere il premio David di Donatello. Conduttore, showman, attore. E persino scrittore. Sulla scia di altri comici o uomini di spettacolo, come Luciana Littizzetto o Giorgio Faletti che con i loro primi lavori (satirico-surrealista quello della showgirl, un thriller all'americana quello dell'ex guardia giurata pugliese) sono da mesi in testa alle classifiche di vendita.
Alla presentazione romana, nella libreria Mondadori davanti alla Fontana di Trevi, sono state vendute cento copie del suo nuovo libro in meno di un'ora. Lui era lì, in piedi su un cubo rosso, accerchiato dai suoi fans. Sulla scia del successo di «Esco a fare due passi», ne ha pubblicato un altro. Il primo tentativo editoriale nasceva dal desiderio di raccontarsi, ripercorrendo la sua vita, e ritrarre la sua generazione.
«È una vita che ti aspetto» invece va oltre: lo dedica ai ragazzi che non si sentono mai felici, a coloro che si rendono conto di esistere senza vivere davvero. Il suo romanzo, con semplicità e freschezza, esplora i mondi interiori e complicati. E ha un lieto fine «perché in conclusione arrivano i nostri. E si capisce che i nostri siamo noi». Lui ce l'ha fatta a cambiare, da panettiere si è trasformato in quello che è. Non c'è da stupirsi quindi, che un centinaio di giovani stessero lì ad ascoltarlo attentamente, mentre lui impartiva consigli. Ha parlato a chi, con gli occhi lucidi e la voce rotta, si aspettava da lui una soluzione al suo malessere.
Ed anche a chi lo ha provocato scherzosamente. Una ragazza gli ha chiesto: «Il raggiungimento della propria felicità dipende dalla nostra volontà, ma quando non dipende da noi come fai? Io per esempio sogno di sposare te». Lui ha risposto in modo inaspettato, serio: «Stai sbagliando. Tu vedi in me ciò che hai dimenticato di te». E poi via libera al tormentone-filosofia alla base del tanto amato programma «Il Volo del mattino» che conduce ogni giorno su Radio Dj: «Occupiamoci della vita piuttosto che preoccuparci della morte».
E infine e soprattutto un invito a seguire le sue orme: «Se non superi la paura, se non fai il primo passo, nulla intorno a te si muove. Perché sei un sottomesso e da sottomesso nessuno avrà attenzione per te, perché non hai fascino. E secondo me la vita risponde solo alle persone affascinanti». Un Fabio Volo così sicuro di sé da sentirsi pronto a dare lezioni di vita. Sacrosante verità che scadrebbero nella retorica, se non fosse per la sua inconfondibile autoironia.

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