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Vacanze, coppie in crisi e un'adolescente scatenata nel film di Luchetti

Sole e amore Una formula infallibile




IL FILONE vacanze e la crisi della coppia, innestati negli schemi della commedia degli equivoci, con contorno rumoroso di minorenni inquiete. Ce li propone Daniele Luchetti sulla scorta di un soggetto di Stefania Montorsi che ha sceneggiato con lei e con Ivan Cotroneo. Si comincia con due conviventi, Stefania e Andrea, diversissimi l'una dall'altro, lei aggressiva e ostinata lui esitante e remissivo.
Finiranno per lasciarsi, pur amandosi ancora, e Stefania, siamo in estate, si accolla la custodia di una nipote quattordicenne, Megghy, e la segue in un'isola greca dove, mentre la zia si scotta al sole, l'altra spera di prendersi una cotta e di perdere la verginità. Si dà il caso, però, che quella tanto auspicata cotta Megghy se la prende proprio per Andrea, anche lui lì in vacanza, ma in un'altra località dell'isola. Alla fine, naturalmente, i nodi verranno al pettine, ma si scioglieranno senza bisogno di citare (troppo) Marivaux.
Nonostante la scarsa originalità dei temi e la prevedibile facilità dei loro svolgimenti, è possibile riconoscere al testo una certa attenzione nel disegno dei tre personaggi principali, ciascuno con i suoi tic e le sue manie, pur con l'intenzione scoperta di riservare gli spazi maggiori alla figura di Stefania, analizzata da vicino nei suoi alti e bassi sentimentali, nei suoi timori di ingrassare, nelle tante fisime per la sua salute.
Più sfocata, invece, la psicologia di Andrea, che esce a fatica dallo stereotipo dell'ex amante desideroso di far pace, mentre, nonostante tutto, si finisce per lasciare che tenga un po' troppo la scena quella minorenne così vociante e insistente da risultare spesso antipatica. Il giochino che li unisce, nell'ambito appunto della commedia degli equivoci, sono gli insegnamenti che Stefania impartisce a Megghy per conquistare l'uomo di chi si dice innamorata, ignorando che si tratta di Andrea. Non è molto, però, anche se poi la regia di Luchetti tenta di animarlo con ritmi disinvolti e con sprazzi d'ironia sia nella descrizione dei singoli caratteri sia nello svolgimento dell'azione.
Li porta avanti soprattutto la recitazione della stessa Stefania Montorsi, poco sostenuta però da Giampaolo Morelli come Andrea e dall'esordiente Martina Merlino come Megghy, di una petulanza, quest'ultima, quasi fastidiosa.

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