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«Vivrò più in Australia che in Usa. Ho ceduto alla tenacia di chi mi sta aspettando da 14 anni. E Meg Ryan lo sapeva»

Proveniente da Milano e Parigi, Russell Crowe sta ultimando i preparativi delle sue nozze con Danielle Spencer, previste per il prossimo 7 aprile a Sidney, Australia. A Milano, I due fidanzati sono stati ospiti di Giorgio Armani che ha confezionato l'abito nuziale per entrambi. Per non offendere la sensibilità dello stilista italiano, Russell Crowe ha chiesto ad Armani il permesso di poter affidare al gioielliere parigino Cartier la tessitura dei quattro fili di perle e diamanti che orneranno la scollatura dell'abito di Danielle. Armani ha accettato e i due fidanzati sono volati a Parigi portandosi appresso l'abito sul quale Cartier ha fatto cucire la preziosa imbellitura (il costo si aggira intorno ai 500 mila euro) aggiungendoci un diadema di lapislazzuli, rubini e diamante del valore di 5 milioni di dollari che la sposa porterà sul capo quando entrerà nella cappella privata del ranch di Crowe a Sidney. Da Parigi, sul Concorde, I due fidanzati hanno acquistato sei posti. Insieme a loro, infatti, volavano quattro guardie di sicurezza armate a difesa dell'abito della sposa. Russell crowe ha insistito per fermarsi due giorni a Los Angeles per festeggiare la vittoria di Nicole Kidman agli Oscar. I due, infatti, sono amici da una vita. «Non avrei mai potuto farglielo, io sono stato il primo a spingerla a venire a Los Angeles. E i primi tempi dormiva nel mio appartamento, in salotto sul divano».
Allora, il gladiatore appende la spada al chiodo?
«Pare proprio di sì. È proprio il caso di dirlo. Questa volta si fa per davvero, niente storie».
Perché, c'erano stati dei precedenti finti?
«È capitato negli ultimi dieci anni che più d'una volta sia arrivato vicino all'idea del matrimonio con qualche donna con la quale avevo avuto una storia. Ma io sapevo che non erano cose vere, che era una messinscena - intendiamoci, voluta da entrambi - che veniva usata per aggiungere un po' di pepe romantico alla relazione».
Anche con Meg Ryan parlavate di matrimonio?
«Anche con lei. Ma sapevamo entrambi che lei era di Dennis Quaid, tant'è vero che sono ritornati insieme, così come lei sapeva benissimo che io non mi sarei mai sposato con nessuna se non con Danielle».
C'e' un motivo particolare?
«Forse il più banale del mondo: mogli e buoi dei paesi tuoi».
Ma Danielle è sempre stata in Australia, e lei negli ultimi dodici anni è stato per lo più a Los Angeles...
«Appunto. Il motivo della frattura e' stato proprio questo. Noi ci siamo conosciuti a Canberra, in spiaggia, nell'estate del 1989 e ci siamo subito piaciuti. È stato un amore immediato e vero, molto più di una passione estiva, l'abbiamo capito subito tutti e due. Ma io avevo l'ambizione di sfondare a Hollywood. Era una cosa più forte di me. Lo volevo da quando avevao sedici anni e conoscendomi so che sarei sempre stato infelice se non ci fossi riuscito. Quando mi proposero una piccolo particina, nel 1991, in un film americano, accettai subito, ma Danielle si rifiutò di venire in California. Lei ama l'Australia, non le interessa ciò che l'America può offrire. E la capisco. E così io sono partito da solo e lì c'è stata la prima grande frattura».
E non vi siete mai sentiti né visti?
«No no, ci telefonavamo tutti i giorni. E Danielle è venuta spesso a visitarmi a Los Angeles, e non appena potevo io volavo in Australia e andavo da lei immediatamente. Ci consideravamo fidanzati, promessi l'uno all'altro. Lei mi aspettava sempre, e a me questa cosa mi inteneriva immensamente. Non è un mistero per nessuno che io non posso vivere senza l'Australia. L'America è bella per lavorarci e non dimenticherò mai la generosità con la quale mi hanno regalato il successo. Ma io ho sempre pensato che avrei finito i miei giorni in Australia».
Parla come se fosse andato in pensione.
«In parte è così».
Questo vuol dire che si ritira dal cinema, come Daniel Day Lewis?
«Non esattamente, ma una cosa del genere. Starò sempre di più in Australia,

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