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MARY HIGGINS CLARK, LA SCRITTRICE PIÙ PAGATA DEL MONDO

È Mary Higgins Clark, la regina della suspence. La scrittrice americana è ora in Italia per presentare la sua ventinovesima fatica: «La figlia prediletta» (Sperling & Kupfer), uno di quei libri con il titolo scritto piccolo piccolo mentre il nome dell'autrice è in oro a caratteri cubitali. Sì, perché è il suo nome che conta, garanzia di storie mozzafiato, che lasciano svegli un'intera notte, ma sempre senza violenze eccessive o gratuite. Per questo le sue storie che hanno sempre donne dolci e audaci come protagoniste sono considerati adatti a tutti, anche ai giovanissimi. Il risultato: i gialli di Mary Higgins Clark sono tradotti in trentadue lingue e hanno venduto più di trecento milioni di copie in tutto il mondo, facendo di lei la scrittrice più pagata del mondo.
Mary Higgins Clark, alcuni critici la accusano di scrivere dei romanzi-fotocopia, dei «polpettoni» tutti uguali come le soap-opera della tv, cosa risponde?
«Chi dice queste cose non ama i miei libri, allora non li legga, si trovi degli altri scrittori».
Ma ha mai sentito il bisogno di uscire dalla letteratura gialla per scrivere qualcosa di diverso?
«E perché si dovrebbe dare un calcio alla scala che ti ha fatto salire in alto? Ci sono scrittori che dal giallo volevano passare a grandi racconti sulla storia degli Stati Uniti e sono naufragati, nessuno ne sa più niente. Io continuerò a scrivere quello che mi riesce meglio».
Storie che vedono sempre donne come protagoniste?
«Io sono donna, per questo ritengo di saper ben interpretare l'universo dei sentimenti femminili, ma nei miei romanzi comunque non mancano i personaggi maschili».
I suoi libri sono indirizzati a un pubblico prevalentemente femminile?
«Sì, sento che le mie storie sono indirizzate più verso le donne».
Forse perché le donne leggono di più?
«Le indagini statistiche indicano che le donne leggono di più, ma mi sono domandata più volte se sia vero. Comunque alla fine i miei libri li leggono anche gli uomini».
Ma è vero, come si dice, che lei guadagna più di Sharon Stone e di Madonna?
«Dovrei sapere quanto guadagna Sharon Stone. Per quello che riguarda Madonna non credo di guadagnare più di lei. Di sicuro non ballo così bene».
Nei suoi libri ci sono personaggi terribili: criminali e assassini. Ma la violenza è sempre pochissima. Perché?
«Lo strumento più forte di uno scrittore è l'immaginazione. Se voglio creare emozione parlo di una persona che è a casa. Improvvisamente si sente suonare un campanello. Poi risuonano dei passi e la maniglia di una porta comincia a muoversi. Tutta la scena alla fine si risolve con una telefonata e dall'altro capo del filo nessuno risponde. La suspence si costruisce meglio senza usare la violenza esplicita».
Ma a lei piace il titolo di regina della suspence?
«Mi piace, ma non mi sono incoronata da sola. Mi chiamò così un critico, anni fa, poi altri hanno continuato ad usare questo modo di dire».
A quando un giallo ambientato in Italia?
«Adoro l'Italia, ci sono stata decine di volte. In Italia potrei ambientare un libro, ma non credo che potrei creare protagonisti italiani, non li conosco abbastanza bene. Sono di origine irlandese e di sangue italiano, purtroppo, non ho una goccia. Peccato, perché sono convinta che l'incontro irlandesi-italiani dia sempre ottimi frutti».

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