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Il ministro Gasparri: «Un'azione preventiva che ha evitato inutili polemiche»


«La trasmissione della Venier molto spesso lancia il sasso e poi tira indietro la mano facendo finta di niente». Questo il commento di don Fortunato Di Noto, presidente dell'Associazione Meter, e di Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, dopo l'annuncio che Alina non avrebbe partecipato alla trasmissione di Mara Venier.«Non merita il nostro rispetto e nemmeno il nostro ringraziamento - hanno detto in una dichiarazione congiunta - la scelta di "Domenica in" di non mandare in onda Alina in seguito alle polemiche sulle dichiarazioni del suo produttore che spudoratamente ha rivendicato il copyright del "prodotto Alina". Nelle ore in cui Mara Venier e soci annunciavano la partecipazione della bambina al programma domenicale l'Italia intera era disgustata da quelle dichiarazioni che rivendicavano ai microfoni di Italia Uno la "proprietà artistica" della cantante in erba». Perciò riteniamo "Domenica in" responsabile di aver illuso e disilluso una bambina».
Per don Di Noto e Marziale «tra gi argomenti che venerdì prossimo il Consiglio di Amministrazione dovrà affrontare ci permettiamo di suggerire alla presidente in pectore Lucia Annunziata anche una disamina sull'anarchia di certi contenitori recidivi che mettono a repentaglio costantemente l'immagine, la dignità e la credibilità di un patrimonio dello Stato, qual è la Rai, e di migliaia di seri professionisti che vi lavorano».
«Avete fatto bene anche perchè un'azione preventiva evita polemiche eccessive» ha detto soddisfatto anche il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, intervenuto a «Domenica in», intervistato da Mara Venier e da Fabrizio Del Noce, commentando la decisione di Raiuno di cancellare l'annunciata partecipazione alla trasmissione di Mara Venier della cantante minorenne Alina dopo le polemiche dei giorni scorsi. Dopo aver sottolineato il recente varo del Codice di autoregolamentazione per la tv nei riguardi dei minori, Gasparri ha detto che va applicato, ma ha ricordato che anche nel mondo dello spettacolo ci sono stati molti casi analoghi. « Ricordo - ha spiegato - a Sanremo Nikka Costa o la Cinquetti che vinse, minorenne, il festival. Il problema è sempre il contesto. Anche qui tutto si può fare, se si rispettano le regole e un approccio. Bambini che cantano e fanno gli attori ci sono sempre stati. Il problema è come tutelarli e non sovraesporli».

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