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«ZAMORA»

Quel calciatore è una perla può fare il maestro di vita


Del leggendario portiere spagnolo degli anni Trenta Zamora Martinez Ricardo in questa opera prima di Perrone non si parla affatto. Zamora è il soprannome affibbiato con feroce ironia a un ragioniere milanese degli anni Sessanta che si ritrova a dover giocare a calcio per difendere non la porta, ma il posto di lavoro. L'autore, ripercorrendo inevitabilmente atmosfere alla Italo Calvino offre una chiave di lettura inedita alla passione italiana per il pallone. Tra battute, gag e concetti inaspettatamente profondi Perrone pone il calcio alla società italiana come gli statunitensi pongono il baseball nei confronti della loro società. Così lo sport diventa metafora della vita e le passioni, i dolori, le angosce di chi corre dietro alla sfera di cuoio immediatamente si nobilitano, prendendo spessore e significato. Il romanzo, godibile e leggibilissimo che avrà sicuramente il merito di far piacere un po' il calcio a quella agguerrita percentuale di italiani che proprio non lo sopporta, ha una costruzione dallo stampo decisamente anglosassone e nella linea narrativa ricorda una saga epica ambientata però nella Lombardia del Boom.
Ci sono un allievo e un maestro, i buoni e i cattivi, un torto del quale fare giustizia (ma non vendicarsi), qualche colpo di scena e una storia d'amore. Su tutto svetta immanente e leggendaria la figura dell'atleta perfetto, una sintesi mistica di mente e corpo: Zamora. Un uomo che forse non è neanche stato così come viene ricordato, ma non importa com'era veramente. È fondamentale invece quello che rappresenta nel presente.
Una vera chicca nel romanzo sono gli spaccati di vita milanese all'epoca: l'oratorio, il campetto di calcio, il verde che ancora penetra profondo nella città, i cinema e le pasticcerie. Tutte cose che costituiscono un piccolo «tesoro» del nostro Paese che appare oggi, almeno in parte, irrimediabilmente perduto.
Roberto Perrone è giornalista del Corriere della Sera e si occupa, ovviamente, di sport. Nel suo curriculum professionale oltre al calcio ci sono il tennis e le Olimpiadi.
Roberto Perrone, «Zamora»

Garzanti, 136 pagine, 10 euro

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