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«LA SCATOLA DEL TEMPO»

Ricordi di odori e sapori, dal melmoso olio di ricino ingurgitato prima del viaggio per evitare «inconvenienti», al profumo denso della marmellata di mele cotogne accompagnata dal gusto nuovo del latte pastorizzato nelle bottiglie di vetro con la «bocca» larga e il tappo di carta stagnola. Donne sognate e donne incontrate, divise fra la realtà e la fantasia, spogliate con le dita dell'immaginazione come nel surreale «La cinese», colte nel loro intimo e triste squallore, come per Elisa, la prostituta di Pigalle spinta sul marciapiede dal dolore del lutto, un «frutto» amaro che il protagonista segue nella sua stanzetta ma alla fine si rifiuta di cogliere. E poi personaggi semplici ma ricchi di saggezza, come «nonno Pietro», oppure sconvolti dalla scomparsa di un riferimento abituale, come il protagonista di «La strada di Andrea».
È il primo libro di Emilio Del Mese, «classe 1941», a lungo funzionario del Viminale, quindi responsabile della Protezione Civile e da un anno Prefetto della capitale. Già alla seconda ristampa, «La scatola del tempo» si divide appunto in tre sezioni: Ricordi, Donne, Esistenze. É un viaggio nella memoria. Un ripercorrere immagini e usanze che oggi sembrano antiche ma forse anche il desiderio, chiuso il sipario di un impegno quotidiano fatto di pesanti responsabilità, di imprigionare sulla pagina bianca sensazioni e dettagli catturati dal suo sguardo attento e «diverso» di narratore.
Così, oltre a scavare nel passato, quando un viaggio dalla Calabria (terra natale dell'autore) a Napoli acquistava il gusto di una traversata oceanica e fin dal giorno precedente si preparava il cibo da consumare nello scompartimento e il caffè caldo e fumante riempiva fino all'orlo il thermos, Del Mese traccia «schizzi» poetici. Accade nella novella che ha per protagonista Andrea, quando lungo il percorso da casa al lavoro non trova più la cabina telefonica che era il suo punto di riferimento e le sue certezze, improvvisamente, crollano. O nel racconto che dà il nome alla raccolta, «La scatola del tempo» con la sapiente figura di «nonno Pietro», che gli mostra un'arruginita scatola di latta piena di utensili. E spiega: «La scatola è la vita. Lo spazio che c'è dentro è il tempo. Dunque più cose metti: giraviti o persone, martelli o affari, pinze o programmi, meno spazio hai per te, cioè meno tempo. È allora che questo si mette a correre».
Emilio Del Mese, «La scatola del tempo»
Tropea, 189 pagine, 15 euro

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