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Luzzati: merita un film

La città è sempre stata trascurata dai registi. "Le mura di Malapaga", di René Clement, con Jean Gabin e Isa Miranda, risale al dopoguerra. Alcuni film sono riusciti a lanciare una regione o una città, come "Il Gattopardo"». Il «mago» della scenografia, Lele Luzzati, 81 anni portati con disinvoltura, è uno dei testimonial di Genova capitale europea della cultura 2004. E per la sua città, dove vive da quando è nato, vorrebbe qualcosa di speciale per il 2004.
Ma chi dovrebbe essere il regista del film?
«Ci vorrebbe o un genovese (e penso a Giuliano Montaldo, che ha regalato alla città il "Marco Polo"), o qualcuno che vuole scoprire l'anima di Genova. Credo che Monicelli ne sarebbe capace».
Quale genere preferirebbe?
«Qualsiasi, l'importante sarebbe far emergere lo spirito di Genova».
Su quali elementi deve puntare Genova nel 2004?
«Deve riuscire a far "viaggiare" il suo ricchissimo patrimonio per il mondo. E questo è anche lo spirito che ha animato la mia vita: ho sempre avuto casa a Genova, pur spostandomi dappertutto».
Non crede che Genova spesso non riesca a valorizzarsi abbastanza?
«Senza dubbio. Si pensi allo straordinario centro storico, che a torto molti ritengono pericoloso. Ogni giorno, mentre lo attraverso, trovo qualcosa di nuovo da scoprire: un piccolo bassorilievo o una colonna nascosta».
Quali sono i suoi progetti per il 2004?
«Al Museo di Porta Siberia, che Genova mi ha dedicato, la prossima mostra sarà sul mio rapporto con la città. Lì parlerò di tutti i teatri che ho inaugurato e porterò la mia testimonianza dal dopoguerra ad oggi».
St. Mor.

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