cerca

Quelle parole che ci accomunano

Sottolineata la necessità di favorirne lo studio anche all'estero

Non la francese, cosí ricercata nei suoni da parere manierata, o fittizia; non la tedesca, per contro cosí screanzata nel risonare e nell'aspro modulare che t'allontana d'un tratto, e solo scavando e scavando nei suoi meandri piú reconditi ne cogli un velo soffuso di tenerezza riservata a pochi: agli specialisti. Non certo la inglese, sí diffusa per l'universo che tutti se ne sono appropriati facendone ridicolaggine di brandelli, storpiature e bischerate. La spagnola esulta di soverchie enfiagioni; l'olandese raschia assai e quasi - diresti - sputacchia in talune consonanti; la russa si gonfia a mo' d'aerostato e la cinese si miniaturizza in una sconfinata miriade di frammentuzzi. E via elencando.
Del resto, un Paese come il nostro che vanta un vertiginoso patrimonio di beni culturali e d'arte non poteva non ingenerare una lingua al paro esclusiva e fascinosa: gli altri idiomi sono, se mai, figli alle margherite; il nostro, informato ab origine alla sorella musica, alle rose. A parere di esperti, meglio si canta, si fa l'amore e si poeteggia se in italiano.
Questo ha inteso esprimere il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, alla cerimonia inaugurale della Mostra «Dove il sí suona - Gli italiani e la loro lingua» allestita dalla Società Dante Alighieri a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi. Agevoli gli sono stati sia la difesa dell'autenticità della lingua patria contro l'insidia degli sviamenti dialettali (o massmediatici), sia l'invito a promuoverne l'approfondimento nelle scuole patrie ed una piú ampia diffusione negli altri Paesi. Non senza orgoglio dal Presidente si è rilevato un dato affatto singolare e nobilissimo della nostra lingua: l'essere strumento di comunicazione affermatosi attraverso la cultura e non già per via di dominazione politica od economica. L'italiano è benaccetto, appreso, e vieppiú divulgato nel mondo non soltanto in virtú dell'amabilità fonica, o vero d'una sorta di plasticità espressiva cui sopra s'accennava, ma anche per essere il segno originario che accompagna e traduce in realtà verbale i capolavori superni della civiltà: dalla poesia di Dante e Petrarca alla scultura michelangiolesca, dalla pittura di Giotto e Paolo Uccello al teatro operistico di Monteverdi e Rossini, dall'architettura del Palladio e Bernini al cinema di Visconti e Fellini. L'italiano è la lingua in cui si appalesano i mille fulgori di un genio assoluto: prodotto e nutrito al fonte della nostra terra.
I nostri compatrioti, si sa, non hanno mai avuto spiccato il senso dello Stato - e ciò gli sono costate non scarse disavventure e talvolta sciagure; non hanno mai avuto il senso costante e il sereno orgoglio d'una patria forte ed unitaria negli intenti, ciò che esige rigore etico e razionalità estrema; né quasi mai hanno provato un accentuato sentimento della collettività in un'implicita unità dello spirito. Gli italiani sono da sempre individualisti e bastian contrari: ad unirli, anche nelle epoche piú buie e travagliate, dal Medioevo al Risorgimento (ed oltre?), è stata la loro lingua: gioiello della fantasia, scrigno di timbri sinfoniali. «È merito dei nostri scrittori e poeti - ricordava Ciampi - aver affermato l'italiano come lingua nazionale». Già, da Boccaccio al Goldoni, dal Bembo a Manzoni, da Alfieri a Gadda, la nostra lingua si è storicamente «modificata» e disposta alle rinnovantesi esigenze dell'uomo lungo il fluire dei secoli; e tuttavia, sul perno dell'idioma fiorentino, ha serbato intatto il collante richiesto dal popolo, che se pur tale idioma non l'usava quotidianamente, almeno, lo riconosceva quale identità - una specie di «sicurezza» - nel vario vivere e nell'agire comuni.
I popoli d'Europa e del mondo intero sono desiderosi d'appropriarsi della nostra lingua. A tal proposito non si può non concordare con Ciampi là dove rimarcava l'urgenza di porre rimedio al problema della mancanza d'insegnanti d'italiano di lingua madre nelle scuole straniere

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Il tavolo per rilanciare Roma inizia tra le proteste

La straordinaria danza dei delfini al largo di Capri
Incendi, morte e paura: la California devastata dai roghi
Playboy, ecco la villa delle feste di Hefner con le conigliette

Opinioni