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«Scrivere è fantasticare, perciò mi piace»

Dimostra di andare al di là dei suoi dieci anni ed ostenta una parlantina che testimonia un'intelligenza acuta. Contattata al telefono, ci risponde senza tradire la minima emozione.
Vittoria, perché una storia come "Il Faraone Khaa"?
«Mi è sempre piaciuta la civiltà egiziana, con tutte quelle misteriose atmosfere di intrighi, colpi di scena e storie d'amore. "Il Faraone Khaa" parla di fratelli che si riconciliano e di schiavi liberati».
Perché ti piace scrivere?
«Perché riesco a pensare alle cose che mi piacciono di più, a descrivere l'amore e l'amicizia in una maniera che mi diverte. E poi, soprattutto, mi piace fantasticare. Recentemente ho scritto un racconto che mi ha assegnato la maestra. Parla di un Ufo che atterra nel Colosseo e di un bambino extraterrestre, Scherzo 37, che si è perso. Conosce un altro bambino e diventano grandi amici prima che lui riesca a fare ritorno a casa».
Davvero una bella fantasia. Chissà i complimenti a scuola..
«Beh, sì, è vero. Sono tutti molti orgogliosi di me, sia i miei genitori che i miei compagni di classe e io non voglio deluderli. Continuo a inventare, insomma, a scrivere poesie e racconti, sperando di fare bene».
D. D. M.

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