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Esordio venerdì al Diners della Luna teatro costruito appositamente L'allestimento costerà 11 milioni di euro. Già prenotati 35 mila biglietti Il complesso: «Realizzato un sogno»

Dopo tre anni di preparazione, 11 milioni di euro di costi (circa 22 miliardi di vecchie lire), uno spazio costruito apposta a Milano, il Teatro Diners della Luna, il kolossal musicale sul più celebre burattino del mondo è già l'evento più atteso, con 35 mila biglietti prenotati, e di interesse internazionale, con i diritti opzionati da sette Paesi, a tre giorni dalla prima di venerdì prossimo.
Ieri, a Milano, visibilmente emozionati per l'imminenza dell'ora x, nonostante i loro 35 anni di palcoscenico e di successi a catena, i Pooh (Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D'Orazio e Roby Facchinetti) hanno presentato il musical «Pinocchio» di cui, oltre ad aver composto le musiche, hanno partecipato alla produzione, assieme alla Compagnia della Rancia di Saverio Marconi (regista dello spettacolo e autore in coppia con Pier Luigi Ronchetti), Forumnet, Meritalia, Ritmica ed Edizioni Larus.
Pensate che Carlo Collodi avrebbe apprezzato la vostra versione musicale del suo «Pinocchio»?
«Il nostro musical - sostiene Red Canzian - è una rilettura, attualizzata ai giorni nostri, del "Pinocchio" di Collodi. Abbiamo creato un nuovo personaggio, Angela, che chiude il cerchio di questa storia meravigliosa. Angela, interpretata da Lena Biolcati (nell'86 vinse Sanremo Giovani e il Disco per l'estate ndr), lavora con Geppetto e si capisce che ne diventerà la moglie e che, quindi, farà da madre a Pinocchio».
Quindi il vostro «Pinocchio» non ha parentele con il film di Roberto Benigni?
«La nostra voglia - spiega Dodi Battaglia - di realizzare un musical risale al 1973, ma non trovavamo l'idea giusta. Poi, tre anni fa, c'è stato l'incontro con Saverio Marconi e abbiamo incominciato a puntare su Pinocchio. Il nostro progetto è più antico del bel film di Benigni che si basa su una lettura rigorosa di Collodi. Il musical, invece, è ambientato in una non-epoca: c'è il villaggio ottocentesco e c'è il furgoncino a motore del lattaio. Il Gatto e la Volpe (Felice Casciano e Simona Patitucci ndr) ricordano i gangster degli anni '30 e si muovono su note un po' swing. I personaggi sono visti in maniera originale e ciascuno di essi ha ispirato le nostre musiche che vanno dall'hip-hop al pop, dal rock alla ballata delicata. Ci sono persino brani di musica sinfonica eseguiti dall'orchestra che suona sempre dal vivo».
Quali sono le dimensioni del vostro musical e chi farà Pinocchio?
«Il protagonista — è la volta di Stefano D'Orazio - sarà il bravissimo Manuel Frattini, Geppetto avrà il volto di Pietro Pignatelli, popolare conduttore de "L'albero azzurro"; Arianna (seconda a Sanremo Nuove Proposte, nel '99 ndr) sarà la Fata Turchina. Per Mangiafuoco abbiamo chiamato il baritono Roberto Nencini, Lucignolo è il debuttante Mario Simone. È un vero musical dove tutti i 30 artisti sul palco recitano, cantano e danzano. La scenografia è grandiosa e conta su 30 cambi di scena. I costumi sono ben 300. Uno spettacolo come questo non è mai stato fatto finora in Italia. Oltre agli artisti, anche gli scenografi, gli architetti, i tecnici, sono tutti italiani. Per realizzare in tempo uno show di queste dimensioni abbiamo dovuto costruire un Teatro su misura, con un palcoscenico di 800 metri quadrati».
Come spiegate il grande ritorno del genere musical e fino a quando terrete in cartellone «Pinocchio»?
«Il musical - conclude Roby Facchinetti - è una forma di spettacolo che affascina, che trasmette emozioni a tre dimensioni. È un family show che va bene per tutti, commuove grandi e piccini, perciò ha tanto successo. Speriamo che "Pinocchio" resti in scena un'eternità e che tutta l'Italia venga a vedere il nostro musical a Milano».

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