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Danza del ventre e la casalinga impara la passione

PRIME DI CINEMA



UNA DONNA a Tunisi, vedova, ancora giovane, con una figlia adolescente. Riassetta la casa, spolvera mobili e tende, guarda spesso la foto del marito su un canterano e, se esce, è solo per andare a fare la spesa. Un giorno, però, vedendo che la figlia sta fuori la notte, pensando che possa avere una relazione, va a cercarla in un cabaret vicino a casa dove si pratica la danza del ventre. Una delle donne che lì si esibiscono non solo la prende in simpatia ma, sollecitandola a tornare, insegna anche a lei quella danza. L'altra, prima intimidita ed esitante, non tarda a trovare in quelle esibizioni un modo per rivelarsi a se stessa, arrivando a far lievitare una sensualità che aveva repressa. Non partecipando certo a una delle consuetudini di quel luogo che vedono spesso le danzatrici seguire, a pagamento, gli spettatori, ma cedendo alla corte di un giovane suonatore del locale cui si abbandona con passione. Se non che quel giovane è proprio quello cui sua figlia si era così legata da pensare di sposarlo, dopo averglielo ufficialmente presentato. E lei tornerà ai suoi ruoli anche se, alla festa di nozze, capelli sciolti, vestita di rosso, ballerà in modo tale da farci intendere che intimamente ormai non è e non sarà più quella di prima.
La scoperta della femminilità e, come conseguenza, della sensualità. Ne segue l'itinerario un'altra donna, Raja Amari, nota finora nel cinema del suo Paese per alcuni cortrometraggi. Procede a gradi, senza scosse né psicologiche né narrative. Prima la donna nel suo ambiente, le sue cure domestiche, le sue premure ma anche le sue ansie nei confronti della figlia. Quindi, ben dosato, l'incontro con l'altro ambiente, notturno, chiassoso, ritmato dalla musica, centrato su quelle danze che sono il suo segno. Con il progressivo mutamento della protagonista che non cede agli usi quasi da bordello del cabaret ma che, di fronte a una dichiarazione di amore vero, dopo un attimo di ritegno, si abbandona. Pur pronta, di fronte alla scoperta di una realtà diversa, a tirarsi indietro.
Detto con modi asciutti, perfino semplici, che, pur insistendo molto quelle varie esibizioni di danza del ventre, narrativamente le giustificano con l'impatto psicologico e liberatorio che via via esercitano sulla protagonista. Mentre tra i personaggi, anche al momento delle rivelazioni imbarazzanti, questi modi non accettano mai né toni forti né increspature, privilegiando invece, in ogni momento, la sobrietà. Con immagini limpide e nette che, sempre realistiche, si concedono solo un accenno di lirismo in alcuni esterni, soprattutto marini.
Nelle stesse cifre gli interpreti, soprattutto la protagonista, Hiam Abbass, pronta a trascorrere, ma sempre con meditata misura, dal riserbo borghese alla rivelazione di istinti fino a quel momento ignorati.

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