delitto macerata

Pamela Mastropietro pugnalata da viva, dubbi sull'overdose

Valeria Di Corrado e Silvia Mancinelli

Pamela Mastropietro era ancora viva quando le sono stati inferti uno o più fendenti al torace. È al momento questa l'ipotesi più probabile emersa dalla seconda autopsia eseguita sui pezzi del corpo della diciottenne romana. Se le conclusioni a cui è arriva- to ieri il medico legale Mariano Cingolani dovessero essere riscontrate dall'esame istologico, troverebbe conferma la tesi del procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio e dal sostituto procuratore Stefania Ciccioli, secondo cui la vittima è stata uccisa, e non deceduta a causa di una overdose di eroina. Al momento due nigeriani, Innocent Oseghale e Lucky Desmond (29 e 23 anni), sono accusati dell'omicidio, oltre che di vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere.

Quello che è certo, finora, è che il corpo della povera Pa- mela «è stato sezionato in modo apparentemente scientifico». «Se per assurdo avesse dovuto fare quest'operazione un medico legale, in un laboratorio e con tutti gli strumenti del caso a sua disposizione, ci sarebbero volute almeno otto ore», ha spiegato il professore Cingolani, che in passato si è occupato di altri casi finiti sulle cronache nazionali, a cominciare dall'omicidio di Meredith Kercher. Considerato che la ragazza è stata vista da un tassista peruviano entrare a casa di Oseghale, in via Spalato, alle 11 del mattino del 30 gennaio e le due valige in cui poi è stato ritrovato il suo cadavere sono uscite da quello stesso appartamento alle 22 di sera di quel giorno, come ha testimoniato un tassista (abusivo) camerunense, risulta altamente...

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