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L'ISTITUTO NEUROTRAUMATOLOGICO ITALIA

Vertici "Ini" sotto inchiesta
Soldi della solidarietà per comprare le case

L'inchiesta della Procura di Roma sul gruppo Faroni. Indagati i vertici

Avrebbero utilizzato il danaro proveniente dagli ammortizzatori sociali, oltre quindici milioni di euro in quattro anni ed indebitamente percepiti, per acquistare lussuosi appartamenti a Roma e nel Lazio e per sanare parte dei debiti dell'Istituto INI (Istituto Neurotraumatologico Italia) che opera nel settore sanitario e nella riabilitazione post-acuzie con sede oltre che a Roma in via Vittorio Emanuele Orlando anche a Veroli in provincia di Frosinone.

A finire nel mirino della Procura, nella persona del sostituto procuratore Paolo D'Ovidio, sono stati Delfo Faroni, presidente del Consiglio di Amministrazione INI spa, Nadia Proietti, amministratore delegato INI spa, Cristopher Simone Lucano Faroni, consigliere INI spa e Jessica Veronica Faroni, procuratore INI spa. I quattro amministratori sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa in concorso tra loro «poiché al fine di perseguire un medesimo disegno criminoso, ed assicurarsi un ingiusto profitto, mediante artefici e raggiri consistiti nel dislocare valori materiali e finanziari in altre società collegate per poi certificare una crisi aziendale ed un inesistente esubero di personale, traevano in errore gli enti pubblici preposti, ottenendo il contributo di solidarietà di euro 3.912.864.66 relativo al quadriennio 2013-2016 in contratto di solidarietà».

L'INI quindi avrebbe indebitamente incassato, secondo quanto accertato dagli investigatori del Comando Carabinieri Tutela del Lavoro di Roma, oltre 15i milioni di euro. L'indagine ha preso il via nel febbraio del 2016 quando a piazzale Clodio viene presentata una denuncia-querela del sindacato Sincel. Nel dettagliato esposto, corredato anche di perizie bancarie e immobiliari, si espongono i fatti e in particolar modo che “la società Ini si è resa responsabile sin dal settembre del 2013 del reato di truffa aggravata ai danni della Pubblica Amministrazione e dei singoli lavori dipendenti del Gruppo per aver ottenuto il contributo liquidato dal Fondo per l'occupazione erogato al Ministero tramite l'Inps in seguito al contratto di solidarietà, pur in assenza dei requisiti di fatto necessari alla sua reale applicazione ed avendo fatto lavorare i dipendenti per il normale e completo orario di lavoro". Il denaro sarebbe stato investito facendo acquistare a una società del gruppo Ini, la Fler srl che detiene le quote totalitarie di Ini Spa Unipersonale, di un appartamento in via del Colosseo e precedentemente di proprietà dell'ex ministro Scajola; di un appartamento ai Parioli e altro.

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