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LA RELIQUIA RUBATA AD ASTI

Ritrovato il cervello di Don Bosco: il ladro lo teneva in cucina

Ritrovato  il cervello di Don Bosco: il ladro lo teneva in cucina

Dopo tredici giorni di ricerca, i carabinieri di Villanova d'Asti hanno ritrovato il cervello di Don Bosco, trafugato lo scorso 2 giugno dalla Basilica del Colle Don Bosco di Castelnuovo. La reliquia si trovava dentro un armadietto della cucina nell'abitazione dell'autore del furto, un 42enne italiano, già noto alle forze dell'ordine. Secondo i primi accertamenti, alla base del gesto non vi sarebbe né la volontà di chiedere un riscatto e neppure l'ordine da parte di qualche collezionista, ma semplicemente l'errata convinzione che il coperchio della teca, all'interno della quale è custodita la reliquia, avesse un qualche valore. L'uomo, che ha ammesso di aver commesso il furto, è stato condotto in carcere ad Asti.

Sono state le impronte digitali ritrovate sulla struttura contenente la reliquia di Don Bosco a incastrare il 42enne che, lo scorso 2 giugno, ha trafugato il cervello del santo, custodito nella Basilica del Colle Don Bosco di Castelnuovo. I rilievi tecnici, effettuati dai carabinieri di Villanova d'Asti, grazie alla collaborazione del Ris di Parma, hanno dato un volto all'autore del furto. Come ricostruito dai militari, il ladro è riuscito a scavalcare la parete di cristallo posta a protezione del reliquiario, sollevare la copertura della struttura e asportare il coperchio e l'ampolla in vetro, dentro la quale era conservata la reliquia. I resti del Santo sono stati ritrovati a Pinerolo, all'interno dell'abitazione in cui il ladro viveva con la compagna, occultati in una teiera in rame posta in un armadietto della cucina.

"Desidero innanzitutto esprimere il più vivo ringraziamento e riconoscenza per la magistratura, l'Arma dei carabinieri tutta, e per tutti coloro che hanno contribuito alla positiva soluzione di questa spiacevole vicenda", ha detto don Enrico Stasi, ispettore dei salesiani del Piemonte e Valle d'Aosta. "E' un sollievo - aggiunge - per i salesiani, per la Chiesa di Torino e per i tanti amici di Don Bosco sparsi nel mondo che hanno copiosamente mostrato, in questo periodo, la loro vicinanza". "L'occasione della restituzione e del ritorno della reliquia nella sua originaria collocazione - conclude - sarà per noi e i fedeli un ulteriore segno di benevolenza e di benedizione di Don Bosco nei riguardi di coloro che continuano a tenere vivo il suo spirito nel mondo."

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