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IL GINECOLOGO ACCUSATO DI SEQUESTRO DI PERSONA

Lo sfogo di Antinori: io perseguitato come Tiziano Renzi

Lo sfogo di Antinori: io perseguitato come Tiziano Renzi

Il ginecologo Severino Antinori

"Questa è la verità di un innocente sbattuto in prima pagina: io sono perseguitato come Tiziano Renzi". Parla il dottor Severino Antinori, il ginecologo più famoso d'Italia. Parla mentre va avanti il processo che lo vede accusato di aver sequestrato una ragazza marocchina a cui poi sarebbero stati "rapinati" gli ovuli, il medico-imputato racconta la sua versione dei fatti, non risparmiando critiche al ministro Lorenzin, annunciando la sua nuova avventura politica e lanciando un appello al Papa.

Dottor Antinori. Lei è stato convolto in una vicenda giudiziaria importante e delicata...
"Allora. Io sono il pioniere della fecondazione assistita. Era il 2014 quando la Corte ha stabilito che è incostituzionale vietare la vita. E quando, a luglio, annunciai le prime gravidanze ho ricevuto la visita di un capitano dei carabinieri del Nas, io personalmente penso su spinta di qualcuno, a livello ministeriale. Non aveva un mandato e pensava che i rimborsi che offrivamo erano una speculazione. Se ne andò dopo perché non aveva l’autorizzazione e rivenne ad agosto con un atto firmato da un pm. Lo stesso pm che dopo due anni ha disposto l’arresto nei miei confronti. Sequestrarono gli ovuli ma dopo il nostro ricorso il Tribunale affermò che non vi era alcun commercio. Uno schiaffo ai Nas. Poi due anni dopo una ragazza marocchina ha fatto una denuncia".

Secondo l'accusa lei avrebbe commesso un sequestro di persona, una rapina di ovuli e avrebbe inflitto lesioni a una ragazza.
"La rapina si riferisce al telefono che era mio. Me lo aveva rubato. Sono accusato di rapina per aver ripreso il mio telefono. Per gli ovuli la Cassazione ha risposto che nella vicenda del professor Antinori non c’è né la rapina di ovuli né il sequestro di persona".

Lei conosceva questa ragazza?
"La conobbi in Spagna, in un club. Le dissi di non chiamarmi più. Poi però me la trovai a Milano. Nel mio albergo. Le dissi di fare le analisi per verificare la sua idoneità alla donazione".

Lei avrebbe avuto rapporti con questa donna.
"A Siviglia. Mi ha strappato i calzoni e ha riprovato a farlo anche a Milano, abbiamo i testimoni. Io dopo quell’aggressione che ho subito mi sono tenuto lontano. Era una ninfomane. Mi tampinava. Tutto ciò che lei dichiara è falso".

Dopo cosa è accaduto?
"La seguivamo con attenzione perché era nella fase di stimolazione ovarica. E un giorno fece una sceneggiata dicendo che la madre stava morendo. Voleva soldi. Le dissi che offrivamo solo rimborsi ma lei era disperata. A quel punto le abbiamo dato del denaro per un fatto umanitario".

La procura ha depositato certificati medici che indicano lesioni compatibili con una violenza commessa per immobilizzare la ragazza.
"C’è un certificato della clinica Marcegaglia. Ci sono le foto e non si vedono lividi o lesioni. È tutto falso. Durante il secondo interrogatorio la ragazza ha anche ritrattato. La sera del fatto si fece controllare in ambulanza e il 118 dice che non aveva nulla. All’improvviso escono fuori i carabinieri e la portano alla Marcegaglia. Volevano fare certificati falsi per incriminarmi. Hanno fatto come col papà di Renzi".

Si prende la responsabilità di quello che dice. Come fa ad accostare la sua vicendaa quella di Tiziano Renzi?
"Io sono perseguitato come Tiziano Renzi. A me è andata peggio e adesso...

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