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TENSIONE TRA MANIFESTANTI E POLIZIA

Taormina, cariche e fumogeni al corteo "No G7"

Taormina, cariche e fumogeni al corteo "No G7"

I negozi erano stati blindati con lastre d'acciaio e assi di legno ma al corteo "No G7" black block non se ne sono visti. Un lancio di lacrimogeni, quello sì, al termine di un corteo pacifico al quale secondo fonti della polizia hanno partecipato circa 1.200 persone.

Hanno sfilato striscioni colorati che ritraevano i leader del G7, tante bandiere della pace, diverse del movimento "No Muos", e anche qualcuna della Trinacria, simbolo della Sicilia. L'obiettivo: protestare contro il G7 in quanto organismo del quale i dimostranti non riconoscono la legittimità e anche contro le decisioni specifiche che, dicono gli organizzatori, trascurano tematiche fondamentali come diritti umani e ambiente.

I tafferugli sono scoppiati sul lungomare. La manifestazione doveva concludersi nella piazza del municipio e il cordone della polizia con i blindati era poco più avanti. Una volta giunto all'altezza della piazza, il corteo pacifico si è fermato mentre, secondo quanto è stato possibile ricostruire, un gruppo ristretto, di poco più di 50 dimostranti, è andato avanti e, dopo un tentativo di sfondamento del cordone, gli agenti hanno lanciato i lacrimogeni. I dimostranti, circa la metà dei quali indossava delle magliette rosse, erano comunque disarmati: hanno intonato cori davanti agli agenti e ha cercato il contatto fisico, con le mani. Dopo il lancio dei lacrimogeni molti si sono rifugiati verso la spiaggia e alcuni hanno rilanciato indietro dei candelotti verso la polizia. Dopo circa 10 minuti hanno provato nuovamente a sfidare il cordone di sicurezza. Il faccia a faccia è andato avanti per alcuni minuti e poi, dopo aver intonato il coro "La Sicilia paura non ne ha", hanno cominciato ad indietreggiare.

Il dispiegamento di forze dell'ordine era imponente: sul posto degli scontri c'erano circa 80 poliziotti (800 gli agenti dispiegati invece su tutto il territorio di Giardini Naxos). Tre i blindati, con i cosiddetti "alari" cioè le griglie di ferro, che creavano la barriera a fine corteo. In ambienti di polizia si parla di una "reazione proporzionata" e si esprime soddisfazione per il fatto che "nessuno si è fatto male e sono stati comunque garantiti il diritto alla manifestazione del pensiero, senza danni alle cose". Il ministro dell'Interno Marco Minniti, a conclusione del vertice, si è congratulato con il capo della polizia Franco Gabrielli, per "l'eccellente lavoro svolto dalle Forze di Polizia", fa sapere il Viminale. "Oggi - ha sottolineato Minniti - abbiamo dato un'immagine altamente positiva del nostro Paese in tutto il mondo. Ancora una volta il complesso e articolato dispositivo di sicurezza che abbiamo messo in atto ha consentito il regolare e assolutamente sereno svolgimento del Vertice del G7".

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