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L'INCHIESTA

"La Tulliani voleva notizie per Corallo"

Laboccetta ha raccontato che gli chiese dell' inchiesta sulla Banca Popolare di Milano. L' incontro avvenne nello studio di Consolo nel 2013. Fini smentisce: "Non poteva avere quelle notizie"

"La Tulliani voleva notizie per Corallo"




Davanti ai pm della Procura di Roma Gianfranco Fini ha difeso se stesso e sua moglie sostenendo che entrambi non hanno mai avuto legami con Francesco Corallo. L'imprenditore catanese, per anni concessionario dello Stato italiano per il gioco d'azzardo lecito, dallo scorso 13 dicembre si trova ristretto in una cella di Sint Maarten, nelle Antille olandesi, con l' accusa di associazione per delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte.

Eppure, stando a quanto riferito da Amedeo Laboccetta nel suo ultimo interrogatorio di marzo, Elisabetta Tulliani avrebbe chiesto un incontro con l'ex parlamentare del Pdl proprio perché lui potesse riferire a Corallo di avere delle informazioni sullo stato dell'inchiesta milanese che coinvolgeva il «re delle slot». 

Laboccetta ha raccontato ai magistrati che un giorno l'avvocato Giuseppe Consolo lo convocò nel suo studio. Consolo, nel luglio 2013, a seguito della scissione di Fini dal Pdl, aveva aderito a Futuro e Libertà. Laboccetta, invece, aveva fatto la scelta opposta.
In quell' occasione pensò che l' ex compagno di partito dovesse dirgli qualcosa di importante, invece, una volta arrivato nello studio legale, si ritrovò di fronte, con sua grande sorpresa, Elisabetta Tulliani. Sarebbe stata proprio lei...

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