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IL 60° ANNIVERSARIO DEI TRATTATI DI ROMA

Gentiloni celebra l'Europa ma attacca: "Troppi ritardi su immigrazione ed economia"

Gentiloni celebra l'Europa ma attacca: "Troppi ritardi su immigrazione ed economia>

In una Roma blindatissima e con le serrate dei commercianti nelle zone a rischio si celebra il 60esimo dei trattati fondativi. Il luogo è lo stesso di allora, la sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio.

La compagnia è più allargata, e lo ricorda Gentiloni: “eravamo sei sessant’anni fa, 27 oggi”. Il discorso del premier italiano, piuttosto scolastico, ricorda Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e poi Adenauer, De Gasperi, Shuman, Spaak che “iniziarono a costruire un’Europa di pace e di progresso”. Gentiloni si sofferma anche sulle criticità, sottolineando che di fronte al cambiamento nel mondo “l’Europa si è presentata con troppi ritardi. Sull’immigrazione, la sicurezza e il lavoro”. Però, ora, “l’Unione riparte. E ha un orizzonte per farlo nei prossimi dieci anni”, perciò, “per ridare spinta al progetto dell’Unione dobbiamo anzitutto restituire fiducia ai nostri concittadini. Crescita, investimenti, riduzione delle disuguaglianze, lotta alla povertà. Politiche migratorie comuni, impegno per la sicurezza e la difesa”.

Il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, punta l’accento sulla coesione: “solo uniti -sottolinea - potremo essere all’altezza delle sfide del mondo di oggi, potremo essere un’Europa che non perde la prospettiva”. Lo stesso Junker, arrivando in Campidoglio, si era detto sicuro che l’Unione celebrerà il suo 100esimo anniversario.

Il valore unificante viene sottolineato anche dal Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, secondo il quale “l’Europa va cambiata, ma non distrutta”. E il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, auspica che "l'Unione sia, dopo Roma, più di prima, un'Unione degli stessi principi”.

Sulla “comunità solidale” come fattore di coesione aveva posto l’accento anche il Sindaco Virginia Raggi, che ha fatto gli onori di casa in Campidoglio. Dopo gli interventi, si passa alla firma della dichiarazione. Siglano anche Grecia e Polonia, con i rispettivi premier Tsipras e Szydlo. L’appuntamento si sposta, in questi minuti al Quirinale, dove i 27 leader saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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