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Caso Tiziana Cantone, adesso il Garante indaga su Google e Yahoo

Tiziana Cantone

Silvia Sfregola
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Il Garante per la Privacy ha aperto un fascicolo sul caso di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano che a 31 anni ha deciso di togliersi la vita impiccandosi con una sciarpa, il 13 settembre 2016, dopo la diffusione in rete di alcuni video che riprendevano mentre faceva sesso. L'istruttoria, sollecitata dagli avvocati e dalla madre di Tiziana, punterà ad accertare i motivi per i quali i due principali motori di ricerca, ovvero Google e Yahoo, ancora hanno indicizzazioni che portano ai video di Tiziana. In particolare, il Garante ha chiesto alle due multinazionali informatiche non solo di riscontrare le richieste formulate dalla madre di Tiziana, ma anche di indicare quali sistemi abbiano usato e quali intendano in futuro utilizzare per riuscire a deindicizzare le pagine che pubblicano immagini e video che pornografiche con il volto di Tiziana. "Il nostro obiettivo - ha dichiarato l'avvocato Andrea Orefice, che assiste la madre di Tiziana - è quello di ottenere la eliminazione dal web di tutte le immagini oscene e di tutti i video pornografici che ritraggono la povera Tiziana".

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