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IL RICERCATORE UCCISO IN EGITTO

Un anno senza Giulio, l'Italia ricorda Regeni

Un anno senza Giulio, l'Italia ricorda Regeni

Nel giorno che segna un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, migliaia di persone chiedono con manifestazioni nelle piazze d'Italia e con messaggi sui social verità e giustizia per il giovane ucciso in Egitto dopo essere stato sequestrato e torturato. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni scrive su Twitter in riferimento alla morte del giovane di "un anno orribile", della "vicinanza alla famiglia" e sottolinea "l'impegno con la magistratura per ottenere la verità". "Il dolore della nostra comunità nazionale - gli fa eco il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - è immutato così come immutata rimane la ferma volontà di chiedere giustizia per il crimine efferato che si è accanito contro il giovane".

Sui social scrivono la presidente della Camera Laura Boldrini, che ringrazia tra l'altro i coniugi Regeni "per aver saputo crescere un ragazzo curioso del mondo e per aver fatto del loro immenso dolore una richiesta di verità che riguarda tutti", il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che assicura: "Continuiamo a cercare la verità", e tanti altri, persone con ruoli politici e istituzionali e semplici cittadini. A tutti rispondono con una lettera pubblicata su un quotidiano i genitori di Giulio, Paola e Claudio: "In quest'anno abbiamo visto tutto il male del mondo, ma non siamo soli - scrivono - È a Giulio, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di 'Giulio d'Egitto' che lo chiedono e lo reclamano". Mentre sul web si riversano migliaia di messaggi sotto gli hashtag #veritàpergiulioregeni e #365giornisenzagiulio, in tante città italiane si tengono manifestazioni in ricordo del giovane ricercatore.

A Roma, con il supporto di Amnesty International Italia, si è tenuto un incontro all'Università La Sapienza: dopo il saluto del rettore, Eugenio Gaudio, sono intervenuti, moderati da Marino Sinibaldi, Stefano Catucci, del Senato Accademico Sapienza; Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia; Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili; Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana; Carlo Bonini, giornalista de La Repubblica. Erri De Luca ha letto alcuni estratti dai diari di viaggio di Giulio e, quando con la manifestazione si sono collegati i coniugi Regeni, i partecipanti hanno alzato, tenendoli stretti nelle mani, tanti cartelli gialli ognuno dei quali riportava un numero da 1 a 365: la cifra dei giorni trascorsi dalla scomparsa di Giulio senza una verità sulle circostanze che ne hanno portato al sequestro e alla morte dopo atroci torture.

All'iniziativa per Giulio hanno aderito Articolo 21, insieme ad Arci, A buon diritto, Associazione Italiana Turismo Responsabile, Aoi - Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, Cild, Coordinamento della Rete della Pace, Cospe, Cps, Focsiv, FSNI - Federazione nazionale della stampa italiana, Iran Human Rights Italia, Italians for Darfur, Legambiente, Nexus Emilia Romagna, Un ponte per.

Nel pomeriggio, sempre a Roma, è stata organizzata una fiaccolata in piazza San Lorenzo in Lucina. Altre iniziative sono previste anche a Trieste, Trento, Rovigo, Cagliari, Chiavari, Bologna, Bergamo, Pesaro, Pescara, Lecce, Napoli e Palermo. E anche il paese natale di Giulio, la piccola Fiumicello, si prepara a ricordarlo con una fiaccolata che partirà dalla piazza centrale della cittadina friulana alle 19.41, l'ora in cui, un anno fa, il giovane fece la sua ultima telefonata prima di sparire. L'Italia ricorda Giulio e, nel conservare la memoria del giovane ricercatore che voleva capire e provava a migliorare il mondo, guarda all'Egitto chiedendo le verità con mille voci che si aggiungono a quelle dei coniugi Regeni: "Per il nostro dolore ci sarà tempo - sottolineano Paola e Claudio - Ora è soltanto il momento della verità: vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio".

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