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L'ITALIA TRA PASSATO E FUTURO

Le donne dalla Grande Guerra Così l'Esercito celebra l'emancipazione femminile

Le donne dalla Grande Guerra Così l'Esercito celebra l'emancipazione femminile

Una grande tragedia per l'umanità, ma anche un passo per avviare il percorso di emancipazione delle donne. La Prima Guerra Mondiale si muove tutta all'interno di questi due paletti. Da un lato il dramma della guerra, che porta con sé inevitabilmente morte e distruzione. Dall'altro un'incredibile fucina di innovazione, anche dal punto di vista sociale. Con cambiamenti che segneranno in maniera indelebile gli anni a venire.

Ed è a queste "innovazioni" che è dedicato il calendario 2017 dell'Esercito. Invenzioni come i prefabbricati di montagna, l'esordio delle foto aeree, le vie d'acciaio che nel tempo diventeranno funivie, la bicicletta pieghevole, l'orologio da polso e la chirurgia ricostruttiva (antenata della moderna chirurgia estetica ndr). Un vero e proprio manuale di scoperte che, nel suo paginone centrale, celebra forse il risultato più importante: l'emancipazione femminile.

È in quegli anni, con gli uomini al fronte, che le donne fecero il loro ingresso in maniera massiccia nel mondo del lavoro. Fino ad allora erano state le depositarie dell'attività domestica. La cura della casa, dei figli, al massimo l'attività agricola, l'allevamento, la filatura e la tessitura. Con il protrarsi dei combattimenti della Prima Guerra cominciarono ad esserci, invece, le prime donne alla guida dei tram, nelle fabbriche di munizioni, nei cantieri edili, nelle fornaci. E poco importa che si trattasse di mano d’opera priva di esperienza, il loro fu apporto fu determinante tanto che alcune fabbriche aumentarono addirittura la produzione.

Insomma fu proprio quel periodo ad aprire le porte di una nuova era. Che porterà con sé anche un'innovazione di tipo "intimo". Fino ad allora infatti, relegate ai lavori domestici, le donne erano abituate ad indossare abiti decisamente inadatti alle fabbriche. Con la nuova realtà in molte cominciarono ad indossare tutte ma, soprattutto, il reggiseno (che sostituì i pesanti e scomodi corsetti). La creazione di Mary Phelps Jacob datata 12 febbraio 1912, permise una maggiore libertà fisica. Un altro passo verso il futuro. 

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